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13/06/2011

Comments

law

Non sarebbe meglio un'edizione elettronica dello stesso dizionario?
Io utilizzo anche google come combinatore lessicale.

gio

L'esperienza è comune. Senza praticare l'arte zen della traduzione, a volte m'incaglio in una frase da me scritta che non mi suona definita, e pur dopo averla letta, e riletta, e riletta; sensazione di non saper più scrivere compresa. Inutile insistere, comporta solo tempo e frustrazione.
Naturalmente non è così.
L'unica in questi casi è deporre e riprendere la mattina dopo: lo iato nel mio caso funziona, la rilettura che ne ho è fresca e consente ripristino d'oggettività. Finchè non ricapiti eventualmente ad incagliarmi certo, magari sulla medesima frase, nel qual caso tocca riattendere.
Per una veloce ricerca di associazioni nel mio caso funziona bene anche word coi sinonimi che associa ad una parola, per quanto stupida possa sembrare la cosa.
Ma diamo un'occhiata a questo Urzì.

pio

Già, perché le parole ripetute e fatte rigirare in bocca, succhiate come una caramella, rischiano di diventare involucri di puro suono - o lettere - prive di contenuto semantico
bellissima descrizione

Claudio

Coforta leggere che ci sono traduttori così scrupolosi. Ultimamente mi capita di incazzarmi abbastanza spesso coi traduttori dei libri che leggo per l'uso sciatto della lingua italiana, spesso in aggiunta a cattive traduzioni in cui si leggono bene in controluce i costrutti delle lingua orginaria. Ricordo come un incubo la traduzione di Martin Bauman di Leavitt. Due chicche (ma ad ogni pagina ce ne era una): Port Authority tradotto autorità portuale e glory holes tradotto buchi della gloria

avi

Fa piacere che anche per la lingua italiana sia disponibile uno strumento assai diffuso e da tempo in inglese col nome di dictionary of collocations. La copia più antica che io possieda di un tale dizionario risale a prima della seconda guerra mondiale ed è il Kenkyusha Dictionary of English Collocations con traduzione in giapponese di tutti gli esempi (una goduria per qualsiasi yamatologo).

Piuttosto vien fatto di chiedersi per quale motivo l'autore abbia dovuto o preferito rivolgersi a un editore lussemburghese per vedere pubblicato il testo. E' possibile che reputati editori nazionali gli abbiano dato picche ?

aitan

Ne uso uno simile, per lo spagnolo. Si chiama "REDES - Diccionario combinatorio del español contemporáneo - Las palabras en su contexto". Il titolo dice già molto. L'autore è Ignacio Bosque e la sua prima edizione risale a 4 o 5 anni fa. Lo consiglio a chiunque lavori con la scrittura in lingua spagnola. E' edito da sm per la Spagna e riedito da Hoepli in Italia.

Mariateresa

In effetti, ho notato che negli ultimi 20/25 anni (cioè, più o meno da quando frequentavo io la facoltà di lingue della Cattolica) la qualità media delle traduzioni è calata parecchio. Spesso si trovano anche strafalcioni spaventosi (se ne potrebbe fare una raccolta davvero esilarante). A volte, quando trovo un libro ben tradotto, che scorre bene, mi viene voglia di scrivere al traduttore per fargli i miei complimenti.

Ma la cosa più buffa è leggere la pessima prosa di Faletti: ancorché scritte da un italiano madrelingua, alcune sue frasi sembrano cattive traduzioni dall'inglese.

Stefano

Ah ah, magari SONO cattive traduzioni dall'inglese... Scherzo, eh, non ho mai letto Faletti.
Le traduzioni sono brutte, spesso, perché anche i testi originali sono brutti e sciatti.

Mariateresa

In effetti anch'io ho avuto il sospetto che fossero traduzioni di qualche oscuro giallo americano...

p.s. ho letto Faletti per curiosità, giusto perché avevo trovato il libro al bookcrossing, ma devo essermi fermata circa a pagina 10. Non avrei mai speso un cent (come direbbe Paperone) per un suo libro.

rose

ordinato subito, grazie mille. ho ancora un debole per questi tomi cartacei e difendo strenuamente il rispetto delle funzioni lessicali – certo, poi dipende dal registro del testo (immagino che l'autore pubblichi là perché, se sta da 30 anni al parlamento europeo...)

avi

E' vero Rose che l'autore è più vicino geograficamente, ma da un punto lessicografico trovo scandaloso che nessun grande editore italiano abbia provato interesse per una simile grande opera. (A meno che l'opera non sia valida in sé.)

Jadran

Scusate se interrompo questo "O tempora o mores", ma bisogna ammettere che se la qualità della traduzione narrativa è costante calo in Italia è a causa delle politiche degli editori, che non premiano l'eccellenza e puntano solo alle soluzioni meno costose. È un dato di fatto che nonostante le università sfornino ogni anno un certo numero di persone specializzate nella traduzione narrativa, poche di queste faranno strada nel settore, perché, salvo poche eccezioni, gli editor preferiranno a loro qualunque maldestro senza qualifiche che pur di vedere il proprio nome stampato lavorerà gratis o quasi. E ce ne sono tante di queste persone, davvero tante!

stefano

Vero, infatti fanno lavorare me, ah ah ah :D

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