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10/04/2011

Comments

avi

Finalmente qualcuno che lo scrive !!! My very thoughts exactly, down to the last word.

avi

Un altro aspetto che trovo sconvolgente nel vero senso del termine è l'indifferenza con cui è percepita la porosità dei confini nazionali. La definizione stessa di Stato in senso moderno e occidentale è data da confini certi e sicuri. D'altra parte che in Italia questo concetto fosse molto labile lo si è visto tutte quelle volte in cui le autorità tunisine requisivano motopescherecci italiani per dispute in acque territoriali da loro ritenute nazionali. Non fu un caso che dopo la Seconda Guerra Mondiale proprio la Francia chiese e ottenne la rettifica del confine con l'Italia sulle Alpi, ottenendo intere aree comunali, per esempio Tenda e San Martino del Vesubio, con altre zone minori intorno ai passi transalpini principali, proprio allo scopo di meglio difendere le proprie frontiere. Non molti sanno, inoltre, che la Grecia fa appostare decine di cecchini ai valichi di frontiera con la Turchia e che la Spagna conduce una politica assai rigorosa di difesa dei propri confini marittimi.

Angelo Ventura

Concordo, anche sull'nettitudine delle sinistre.

Cachorro Quente

Tra il 1992 e il 1995 l'Europa (soprattutto Germania ed Austria) ha assorbito se non erro quasi tre milioni di profughi dall'ex Yugoslavia. Almeno un milione di questi non è tornato in patria.

Cos'è cambiato rispetto ad allora? Che a quel tempo i partiti populisti e xenofobi (Le Pen, Lega Nord - ancora settentrionalista, in realtà -, ecc. ecc.) erano marginalizzati. Oggi i leader cosiddetti moderati (Berlusconi, Sarkozy, in parte anche la Merkel) devono inseguire gli estremisti per sopravvivere elettoralmente parlando.

Stiamo parlando di decine di migliaia di persone per ora. Si organizzano campi in tutto il territorio italiano, si dà assistenza immediata, si vagliano nell'ambito delle umane possibilità le richieste di asilo politico, si reimpatriano. L'UE dovrebbe fornire dei fondi per un'operazione che potrebbe essere costosa (ma forse meno costosa di foraggiare i regimi tunisino e libico per fare il lavoro sporco al nostro posto). Il permesso di soggiorno temporaneo NON è una buona idea, perchè se i tunisini sanno di avere una possibilità di rimanere in Europa (anche come clandestini), sempre di più si imbarcheranno.

Sono d'accordo a dire che l'egoismo delle potenze europee è un problema. Ma cos'ha fatto Berlusconi in questi anni per incentivare la collaborazione (considerando che proviene da una coalizione in cui sono predominanti gli euroscettici)? Cosa sta facendo ORA per ottenere degli aiuti, se non utilizzare delle minacce e delle sbruffonate (via Maroni) degne di Gheddafi? Ma soprattutto: cos'ha fatto per evitare che la gente sia irrazionalmente terrorizzata dall'immigrazione? Il suo grande contributo è stato comprare una villa a Lampedusa.

Stefano

I permessi temporanei sono stati una "buona idea" in senso strumentale, cioè per mostrare l'ipocrisia di Francia e Germania, che ancora oggi - leggo - ritengono che quella che sta avvenendo ora non è "immigrazione di massa". Sottinteso: l'Italia se la sbrighi da sola.
Il punto è, banalmente, che gli immigrati clandestini vanno respinti al mittente, la Tunisia, e che le frontiere vanno difese, con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Cachorro Quente

...e non vedi un problema nell'aver appaltato questa difesa dei confini a Mohammed "Mad dog" Al Gheddafi?

E per quanto la pochezza della nostra opposizione sia un problema serio, e un problema di tutti (sia di chi si riconosce nella destra, che di chi si riconosce nella sinistra), non ti pare che la situazione a cui siamo arrivati è dovuta anche al progressivo affermarsi delle destre euroscettiche in tutta Europa?

E comunque non mi pare si possa parlare di migrazione di massa. Si tratta di immigrazione con motivazioni economiche, insomma l'immigrazione "normale" dal Nord Africa, intensificata dalla crisi politica dei paesi da cui partono gli sbarchi.

Stefano

Guarda, se fosse dipeso da me, Gheddafi l'avrei lasciato accoppare agli americani nel 1986, che ci facevano solo un favore. Ma Craxi era troppo filoarabo per permetterlo. Era finito nel dimenticatoio, ma poi hanno cominciato a rivalutarlo.
No, le destre euroscettiche sono nate e si sono sviluppate, casomai, per le storture e le ridicolaggini dell'UE - e forse qualche ragione ce l'hanno.
Per quanto mi riguarda, ora, sarebbe meglio che la difesa delle nostre frontiere la facesse l'Italia e non la delegasse a nessun altro. Ignorando gli strepiti dei buonisti che non considerano mai il costo delle cose.
Poi, ribadisco, migliaia di sbarchi nel giro di un paio di settimane SONO un'immigrazione di massa. Soprattutto da un paese come la Tunisia, che non è in guerra con nessuno e dove, apparentemente, c'è stata una liberazione dal dittatore. O no?
Del resto se per esempio Canada, Australia, Usa, Nuova Zelanda stabiliscono quote e regole perché vi si possa immigrare - e voglio vedere cosa farebbero se io mi presentassi, così, e pretendessi di restarci -, non vedo perché l'Italia non debba stabilire delle regole per accogliere o respingere chi vuole immigrare.

(Incidentalmente, ho trovato questo post:
http://www.wolfstep.cc/2011/04/la-lega-ariana.html )

Luca T

Provo a sintetizzare alcune brevi osservazioni:

1 non è una questione di pietà (su questo d'accordo con te)
2 non è neppure una questione di toni volgari o sobri (il riferimento ai leghisti)
3 per “difesa delle frontiere” si è sempre intesa la difesa dagli attacchi stranieri, oggi gli immigrati cercano lavoro e condizioni di vita migliori
4 Tu dici che questi sono solo profughi economici e non possiamo accogliere tutta l'Africa. La tunisia ha accolto molto più di noi. Il direttore della Stampa Mario Calabresi oggi ricorda che “22 mila tunisini sono tanti e non sono un fenomeno tranquillizzante, ma anche i 220 mila che dalla Libia sono entrati in Tunisia non devono essere una cosa semplice da gestire”. Negli anni 90 abbiamo accolto un numero di albanesi molto maggiore di questi.
5 Quella sorta di piano Marshall a cui tu ti riferisci sarebbe un'ottima cosa per prendere il problema alla radice. Se fosse vero e non solo una promessa: l'Italia è il fanalino di coda delle statistiche sulla percentuale destinata alla cooperazione allo sviluppo.
6 La questione cruciale è: ci servono o no? In Italia sono il 7% della popolazione, una delle percentuali più basse d'Europa. Siamo uno dei paesi più vecchi d'Europa. Gli immigrati sono decisivi per pagare le pensioni. Gli immigrati sono tra le parti più attive della popolazione: le imprese straniere crescono esponenzialmente. L'occupazione straniera cresce, l'occupazione italiana diminuisce. Producono il 10 % del Pil. Sono pagati di meno (dell'11%). S'infortunano più spesso. I reati non aumentano, il loro tasso di criminalità è analogo a quello degli italiani. Le quote dovrebbero tenere conto di questi dati.

Spero di non essrti sembrato troppo buonista. Ciao e complimenti per il blog.

Cachorro Quente

Stefano, guarda che siamo d'accordo al 90%. Servono quote, controllo delle frontiere, regole e reimpatri. Lo dico da persona di sinistra, solidale con le persone costrette a migrare, ecc. ecc.

La differenza tra la mia posizione e la tua è che secondo me la causa del casino attuale è data dal predominio dei movimenti populisti, xenofobi e (incidentalmente ma non tanto) euroscettici, non dalle "sinistre buoniste terzomondiste" (non cito te ma i discorsi che in genere si fanno).
Perchè l'immigrazione dalla Tunisia non sarà di proporzioni risibili, ma sicuramente non di dimensioni che giustifichino un ministro degli interni che minaccia di uscire dall'UE.
Perchè la Lega Nord, che è stata al potere per un sacco di anni, non ha mai fatto nulla per ridurre il numero di immigrati in Italia (e non c'è nulla da stupirsi, considerando che le piccole imprese venete che vivono di immigrazione sono uno dei nuclei del suo elettorato).

demopazzia

Non capisco perché si debbano tirare in ballo argomenti come il "buonismo" o il "pietismo" in un blog come il tuo. Almeno che tu non voglia far credere che ci siano solo due posizioni possibili:

1. la difesa a tutti costi dei confini (anche sparando?)

2. "accogliere" tutti.

Per sostenere quello che scrivi dovresti dimostrare che tutti i poveri del mondo vogliono emigrare in Italia o in Europa. In realtà anche una conoscenza superficiale dei fenomeno migrazioni dimostra che la migrazione interna è molto più frequente e che all'estero non migrano i più poveri.

Se vogliamo discutere "pragmaticamente" evitiamo i luoghi i comuni, che siano quelli del "pietismo" o quelli dell' "invasione"

Grazie

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