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14/04/2011

Comments

Yuri Guaiana

Sono d'accordo con te sotto il profilo euristico: la realtà è molto più complessa delle leggi che regolano la vita dei cittadini di uno Stato. Non a caso ho deciso di occuparmi di storia e non di legge.

Ritengo però che la legge possa avere anche un effetto plasmante la realtà. Faccio un esempio: quando l'Italia ha approvato la legge sul divorzio nel 1970 in buona parte del paese esso era ancora ritenuto del tutto inconcepibile. La legge non rispecchiava la realtà, come dici tu. Era decisamente più avanti, proprio come il caso della legge sul matrimonio omosessuale in Argentina. A soli 4 anni di distanza le cose erano già cambiate in Italia come dimostrò il risultato referendario. Negli anni a venire i costumi degli italiani cambiarono ulteriormente e credo che la l'esistenza della legge abbia avuto un effetto in quel mutamento.

Non sono pertanto così convinto che l'accesso al matrimonio per le persone dello stesso sesso sia così irrilevante per la tua vita. Esso potrebbe persino avere conseguenze sulla difficoltà, non solo tua, di trovare un partner. La legittimazione della coppia omosessuale aiuterebbe l'accettazione di un'affettività gay. Ma il discorso rischia di farsi troppo complesso e tu hai letto Lingiardi prima di me.

Claudio

Mi trovo completamente d'accordo; hai dato (bella) forma al mio pensiero su questo argomento. E mi fa piacere soprattutto perchè, solitamente, mi sento solo a pensarla così: dichiarare che una legge sulle unioni omosessuali non eliminerà i pregiudizi e le discriminazioni a livello di interazioni sociali, è considerata, nel gaio mondo, una bestemmia. Ho provato a scriverlo sul mio blo e ancora un po' venivano a casa a linciarmi.
OT: da alcuni giorni seguo il tuo blog che mi piace molto. E' davvero piacevole e stimolante leggere i tuoi articoli non solo perchè quasi sempre condivido le tue opinioni e, spesso, anche gli stati d'animo, ma anche perchè sono scritti bene. E' per me sempre più deprimente la sciattezza con cui viene strapazzata la nostra lingua (da me per primo, che sto subendo una regressione all'analfabetismo). Grazie per la compagnia che mi fai e per le acute riflessioni che aiutano a decifrare questa realtà con cui dobbiamo tutti cofrontarci.

stefano

Grazie :)
Però aspetta, perché prima o poi troverai qualcosa che ti farà arrabbiare, ah ah ah.

Claudio

Speriamo.. altrimenti vorrebbe dire che sei un mio clone e il blog perderebbe immediatamente interesse!

Paolo

Sono d'accordo sul fatto che molti sublimano in una dimensione sociale quello che non riescono ad avere nella vita quotidiana, e che sia ben più facile piangere della società ingiusta in cui viviamo piuttosto che essere in prima persona la rivoluzione che si vuole per il mondo.

Ma, quale è il confine tra questo ed essere un eroe? Non possiamo nemmeno pensare ad una società di cittadini che sono eroi per affermare i loro diritti, perché sarebbe una società molto sfortunata.

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