Le infamie di ieri

Manifesto per l'eguaglianza dei diritti

Supporting Israel


Become a Fan

« Quando i gay erano solo froci: un saggio di Andrea Pini | Main | "The Wicker Man": un horror religioso da cult »

21/04/2011

Comments

pio

Alba Parietti, di' qualcosa, dai, presto....

bruno

ho 49 anni... circa due terzi dei miei amici circa coetanei si stanno incupendo ed intristendo (la decadenza dell'Occidente, la fine della giovinezza, l'insensatezza del tutto etc), mentre il restante terzo si sta alleggerendo ed illuminando... difficile dire cos'altro li distingua... forse la presenza o l'assenza di vanità, in una delle sue mille declinazioni e travestimenti... le mie amiche donne restano invece le stesse, tetragone, come se il problema del senso non le riguardasse

Cattivissima

Ma vuoi mettere il privilegio di dire a un giovincello con aria di grande saggezza: "Oh, sì, io gli Smiths li ascoltavo venticinque anni fa... ".

Non ha prezzo.

Andy

"Quando ci siamo dentro, il tempo si riempie di noi, diventa denso e reale ma ci sfugge anche più rapidamente".
Bravo, hai espresso chiaramente e sinteticamente una grande verità.
Frase da citazione.
E' un concetto su cui si potrebbe discettare per centinaia di pagine, ma l'hai espresso con uno straordinario dono della sintesi.

The comments to this entry are closed.