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24/11/2010

Comments

d.

"Sotto sotto"...? Più che le "società islamiche" però, direi i "governi" islamici: presenti, passati e a quanto sembra futuri...
Per ora l'islam soffre ancora di molte manie medievali alle quali le ingonnellate gerarchie vaticane guardano con così grande nostalgia!
I sostenitori dell'opzione turca in UE hanno interessi economici che si sposano benissimo con l'abbandono della laicità degli Stati e che possono sacrificare senza pensarci due volte un po' di finta democrazia.

FabC

La obiezione geografica è quanto mai debole. Cipro è nell'UE ed è integralmente in territorio asiatico.
Neppure mi è molto chiaro perchè sarebbe disdicevole che dei politici facciano lobbying a favore di una religione, dato che tendenze di tale tipo sono sponsorizzate da politici cattolici e dai movimenti ultraortodossi presenti nel P.E.
Al di là di tutto, la nozione culturale di Europa comprende anche la Turchia ottomana e poi laica da oltre mezzo millennio, nell'ottica del c.d. "vicino oriente", che ha sempre avuto, dalla Bosnia all'Anatolia, una (ben più forte di ora) componente musulmana. Mi sembra, pertanto, un vero e proprio negazionismo storico affermare l'estraneità del popolo turco all'Europa, quando quella che si sostiene è una (pur lecita) visione occidentalistico-cristiana.
In altre parole, nulla impedisce di voler limitare l'UE a quella che è oggi, ma si vinca la miopia storico-geografica e si trovino ragioni effettive a sostegno di ciò.

fabristol

Mmm non sono d'accordo con te Stefano, e credo che lo sappia. La politica turca è mooolto complessa ed Erdogan è solo uno dei tanti protagonisti.

stefano

Un conto è fare accordi commerciali, un conto è tirarsela nell'UE, DENTRO. Complessa o non complessa che sia la politica della Turchia. Sorry, ma preferisco non vedere paesi islamici nell'Unione Europea, per quello che può contare la mia opinione. Se ci fosse un referendum, voterei no. Comunque, finché la Francia - e spero che Sarkozy tenga botta - e la Germania sono contrarie/titubanti, non se ne parla. Per fortuna.

fabristol

Mah, a me pare un argomento irrazionale. Per lo stesso motivo io non voglio la Polonia e Malta perché sono ipercattolici e la Serbia perché sono fondamentalisti ortodossi. Eppure le politiche europee non sono poi così orientate sul cattolicesimo o l'ortodossia. Quindi non vedo perché un singolo stato a maggioranza musulmana possa interferire così tanto. Anzi, potrebbe benissimo essere un interlocutore essenziale con gli islamici dentro l'europa e fuori.
E poi, il parlamento turco è composto da socialisti, comunisti, nazionalisti di destra, seguaci di ataturk e islamici. Quindi al parlamento europeo arriverà questa combinazione di filosofie politiche, NON SOLO gli islamici.
Sarebbe come credere che l'Italia mandi SOLO cattolici in Europa. (!?)

stefano

L'avevo già detto e mi stucca ripeterlo. Perché l'Europa esiste in contrapposizione all'Islam, che aveva cercato già in epoche passate di conquistarla. L'Islam è un corpo estraneo nella cultura europea. Quindi il paragone con il cattolicesimo e l'ortodossia cristiana non reggono: possono non piacerti, ma sono parte della cultura europea.
Ma di questo si era già parlato nei commenti di un altro post, rispondendo proprio a te, quindi non ho molta voglia di ripetermi.
Non è detto che si debbano tagliare i ponti con la Turchia, ovviamente, ma per come si è strutturata l'Unione Europa, non vedo proprio perché la Turchia debba entrare a farne parte.
In secondo luogo, non è un'obiezione peregrina ricordare che la Turchia non è, geograficamente, Europa se non in minima parte.
Quella della Turchia che, dentro all'Europa, servirebbe da "interlocutore essenziale con gli islamici dentro l'Europa", per - immagino - "europeizzarli" o "civilizzarli" temo poi sia solo una tua pia illusione. Più facile che diventi davvero il cavallo di Troia dell'islamizzazione. E uno stop bisogna pur metterlo da qualche parte.
Ti ricordo infine che la Turchia diventerebbe, per numero di abitanti, lo stato più consistente dell'Unione Europea e non avrebbe solo qualche sparuto rappresentante!
Insomma, se ci è dato scegliere, mi sento più sicuro con un bel No alla Turchia nell'Unione Europa.
Qui, in sintesi, gli argomenti contro:
http://blog.alexandredelvalle.com/archives/292-Perche-la-Turchia-non-puo-entrare-nellEuropa,-Guerini,-Milano.html
e un pezzo di Antonio Puri Purini sul Corriere, molto sensato, su cui i "filoturchi" possono solo meditare:
http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/14/Frontiere_aprire_alla_Turchia_mette_co_9_101114054.shtml

FabC

Io contesto proprio il giustapporsi dell'affermazione per cui "l'Islam è un corpo estraneo nella cultura europea" e della obiezione geografica a sua pretesa conferma.
Capisco che per "cultura europea" tu voglia richiamare quella non sintetizzabile visione di civiltà che si è cercato di enucleare nel preambolo della Costituzione europea.
Ma allora l'obiezione geografica diventa del tutto peregrina.
L'alterità della Turchia rispetto all'Europa non è né è mai stata geografica, dato che la Turchia è stata un paese europeo a tutti gli effetti fino al 1918, estenendosi in tutti i Balcani (e non certo come potenza occupante) per poi ridursi alla sola Tracia.
Argomentando allo stesso modo, non sarebbe europea la Russia né sarebbe europea l'Armenia. Non sarebbero europei né Tolstoj né il comunismo.
Né europeo sarebbe stato l'Impero bizantino, dato che la stessa alterità (politica, religiosa, etc. ) che si sentita oggi verso la Turchia veniva in anni lontani attribuita anche a Costantinopoli; e allora non sarebbero europei neppure gli eredi di quella cultura (ciprioti,greci e slavi meridionali, per semplificare)?
Insomma, se si distingue l'europeità come una matrice culturale, non si può, poi, far ricorso, strumentalmente, alla nozione geografica.

fabristol

Capisco che la cosa ti stucchi ma anche a me mi stucca ripetere le mie cose :D
Allora non stucchiamoci più su questo argomento altrimenti diventa stucchevole e non c'è cosa più odiosa che stuccarsi a vicenda su una questione stucchevole.

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