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20/06/2010

Comments

fuchsia

Non è raro vedere mici tosati. Considera che questa è la stagione in cui i gatti hanno necessità di sfoltire la pelliccia, il che crea grossi problemi non solo a chi ci convive ma anche all'animale stesso che, leccandosi, ingurgita una gran quantità di peli. Peli che devono necessariamente essere espulsi, e un micio che vomita peli sul tappeto di un hotel non è molto carino nè igienico.
Spesso poi bisogna tosare i gatti perché il pelo si riempie di nodi che è impossibile districare.
Comunque di Madrid ricordo anch'io la gran quantità di gente che chiedeva soldi per strada per i motivi più assurdi.

Sebastian

Eheheh... hai fatto quasi una sorta di prontuario fotografico della fauna madrilena (per altro piuttosto interessante - il prontuario dico). E mi son tornati in mente - ma che c'entra? boh, non so il perchè - i "polpacci dei giovani" di cui parlava Gombrowicz, non ricordo più se in "Ferdydurke" o in "Pornografia". Mah...
Io, ad ogni modo, mi sarei innamorato di (ma che dico? me lo sarei mangiato... ma meglio ancora mi sarei fatto mangiare da, casomai...) questo qua http://www.flickr.com/photos/cadavrexquis/4714491069/in/set-72157624186046303/
santacleopatramìa!!!!

P.S.
voglio assolutamente un tuo post sull'ultimo video di Lady Gaga! Sarei troppo 'curioso' di leggere in merito una tua analisi/recensione del fenomeno (uso la parola "fenomeno" non nell'accezione elogiativa, ma nel significato 'neutro' del termine, e quindi in senso anche ironico)... Ti preeeeeeego! :P

ciao

endimione

"E non è tanto il poter vedere dal vivo, che so, la Guernica di Picasso, il Gran masturbatore di Dalì o Las Meninas di Velázquez - quadri così famosi, tra l'altro, da attirare frotte di spettatori che vi stazionano davanti creando veri e propri intasamenti -, ma lo scoprire qui e là dipinti di pittori a me ignoti, quadri che mi attirano e mi piacciono non perché lo devono fare e sono entrati nell'olimpo della storia dell'arte, bensì perché colpiscono qualche punto non meglio definito del mio gusto".

Non è che tutti i visitatori sono pecoroni decerebrati e stazionano davanti a Guernica per i motivi che dici tu: se Guernica è entrata nell'olimpo della storia dell'arte forse qualche motivo c'è...

Ma soprattutto c'è differenza tra chi visita i musei con una certa cognizione della storia dell'arte e chi invece più che altro curiosa, e allora si può permettere di seguire un proprio gusto istintivo dove forse il giudizio ha meno spazio. Non è che per chi ha studiato storia dell'arte il gusto personale non conti, ma le cognizioni contribuiscono alla formulazione del giudizio e quindi alla formazione del gusto - il mio professore di filosofia del liceo diceva che il "mi piace/non mi piace" è una forma di giudizio "culinario" che va bene per i cibi ma non per le cose di valore (artistico, storico, intellettuale ecc.), per le quali si deve usare la testa, non la pancia. Per me il massimo è quando, davanti a un'opera, le ragioni della testa si sposano alle indicazioni della pancia; così dovrebbe essere sempre per l'arte, del resto: un'esperienza intellettiva (della testa) trasmessa attraverso il piacere estetico (dei sensi).

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