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25/01/2010

Comments

Paolo, por supuesto

sento profumo di capolavoro.

Anellidifum0

Lo dico al mio ex di alcune ere geologiche fa, che guarda caso fa il polonista. Grazie.

Nick

questa é una bella sorpresa.

al 'polonista' che io sono fa piacere vedere che ci si interessa alla letteratura polacca :)

la parte finale di questo suo post é bella e giusta.

due appunti:
il paragone con l'italia meridionale....wtf?!....?????.... senza offesa ma francamente: no.

Lubiewo non é il primo libro polacco in cui si parli esplicitamente di omosessualità-
La Polonia ha, oggi come in passato, una ricchissima cultura gay e libri a tematica gay furono scritti già nei tempi della 'giovane polonia'.
Senza contare tutti gli autori gay che non si dichiararono mai che furono moltissimi :) ( c'é un libro molto bello uscito in Polonia un paio di anni fa su questo. il mondo culturale , e omosessuale, della Polonia comunista si trova poi evocato, sia pur in modo molto diverso, anche in un romanzo recente di Zulawski che é uscito anche in francese).

Lubiewo é il più noto, anche in Polonia, dei libri di quella che é stata definita la 'primavera' della letteratura gay polacca che vive un momento straordinario.


ho scritto fin troppo comunque bravo e grazie per parlare della letteratura polacca.

buona serata.

stefano

Suvvia, era una boutade per iniziare a scrivere, un'impressione a pelle più che una constatazione seria. La letteratura polacca m'incuriosisce e m'interessa, ma non sono uno studioso e quindi non ho accesso ai testi in lingua originale. Quando posso, però, ne parlo. Altrove ho già scritto qualcosa su Gombrowicz, su Lem, su Witkiewicz o sui miei brevi soggiorni a Cracovia e a Varsavia.

Nick

n'importe quoi.


ma che é successo in questo paese?


Sono qui da un paio di settimane e mi pare di essere finito in un B-Movie americano degli anni '50 sulle invasioni aliene come 'The Body Snatchers'.


Comunque l'errore é mio.
avevo scoperto questo su blog via il bel post sugli 'utili idioti di hamas' -per il quale la felicito- che mi ha sorpeso positivamente perché io ricordavo una italia innamorata di Arafat&co. e, preso da entusiasmo, mi sono scordato che in questa Italia -contrariamente alla Polonia, per esempio- é ormai quasi impossibile avere un dialogo (dico 'questa' italia perché io -che sono poco più che 30enne e sto fuori da anni -mi ricordo una Italia dove c'era gente inteligente e colta con cui si poteva parlare).

anyway: la invito a continuare ad occuparsi di una letteratura, quella polacca, che merita di essere meglio conosciuta.

Lo faccia sereno e senza timore di vedere altri miei commenti.

Buon week-end e fuona fortuna.

stefano

No, al contrario: se ci sono suggerimenti su cose da leggere lo faccia pure. Ora ho comprato, in traduzione tedesca, l'ultimo libro di Olga Tokarczuk ("Unrast", Inquietudine)...

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