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13/06/2009

Comments

d-K

Bene, mi hai convinto. Lo compro.

stefano

Dio, che responsabilità :)
(Ma io mica scrivo per vendere libri. Non sono un piazzista!)

nb

se non mi mettevi la citazione finale ("Io so che sono io e che sono loro. Siamo tutti. Poiché un filtro culturale mi impedisce l'amore verso i miei fratelli e le mie sorelle"), stavo per detestare il libro senza averlo letto. invece, può darsi che lo compro pure io...
senza questa frase, avevo capito che tutto il libro era fondato sulla solita e - per me - odiosa abitudine di dare giudizi di "umanità" in base a questioni culturali.

d-K

Beh, sei stato molto efficace e convincente. Non è la prima volta che mi lascio invogliare dalle tue recensioni, magari vale solo per me, ma potresti vagliare nuove opportunità lavorative... :-D

GMR

Non mi piace il negativismo -compiaciuto o meno-, ma mi hai incuriosito. Compro anche io il libro. Sei un piazzista.

stefano

Mi farò dare una percentuale sui diritti d'autore, a questo punto :D

Roberto

Sì, secondo me dovresti chiedere a Giu.Genna una percentuale sulle vendite!
Dopo aver letto una simile recensione, non posso fare a meno di procurarmi il libro.

Roberto

Persona di parola, ho acquistato, letto, e terminato il libro: opera estrema, eccessivamente allucinatoria, morbosamente “cadaverica”, ben oltre i limiti del parossismo.
L’omaggio a William Burroughs (che non è tra i miei autori preferiti) è fin troppo evidente. La prima parte, sperimentale e impossibile - detto da un assoluto profano della letteratura quale sono - sinceramente sbomballa un pochino. Se l’obiettivo di Genna era troncare sul nascere ogni possibilità di immedesimazione e complicità con il lettore, bé direi che questo è stato centrato in pieno.
“Italia De Profundis” è lo specchio impietoso di un Paese impazzito. E tale immagine riflessa nelle pagine del libro costituisce la parte più riuscita dell’opera. Caustico e spietato è il ritratto dell’Italia contemporanea e di ciò che sono diventati (o forse sono sempre stati) gli italiani. Il malessere che una tale visione comporta, la devastante implosione interiore che ne consegue, è qualcosa di più radicato e condiviso di quanto Giu.Genna non spererebbe immaginare, da parte di un’infima minoranza non “bovina”.
Non pretendo certo che l’Autore fornisca delle vie di fuga, dei ‘suggerimenti esistenziali’... Però...
schizzarsi gnugna nelle vene con contorno avariato di rifiuti tossici...
andare a transettoni coi quali ingaggiare un threesome sadomaso...
bé, passi l’effetto provocatorio, ma sembrano (non) soluzioni davvero troppo di merda. Un annichilimento supplementare nel cupio dissolvi del Nulla.
Invece è spettacolare il soggiorno nell’orrido divertificio di Cefalù: era almeno un decennio che non ridevo così di gusto leggendo un libro!
Non era esattamente quanto m'aspettavo, ma nemmeno una delusione.

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