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12/04/2009

Comments

fuchsia

Direi che la vera catastrofe sono proprio i parenti. Conosco bene il senso di colpa di cui parli: l'esperienza però dimostra che il più delle volte sottoporsi al sacrificio non sposta l'ago della bilancia, non fa la differenza.
Per quanto mi riguarda, io non vedo più il confine fra il rigetto dei parenti e quello delle abbuffate. Sicuramente la mia scelta di non mangiare più carne - una ventina d'anni fa, ormai - fu dettata non solo da ragioni etiche e igieniche; fu fondamentalmente il modo più efficace allora a mia disposizione per affermare la mia identità.
Mi auguro - e ti auguro - di poter celebrare tutte le feste a venire con un pranzo frugale come il mio di oggi: pane azzimo, formaggio e insalata.

Onan

Ormai quello di addormentarsi tra una portata e l'altra fa parte del rito pasquale, è successo anche a me oggi. Se stai a tavola con delle persone con cui non sai di cose parlare e non ti puoi avventare sul cibo, non c'è che lo stand-by. L'intervallo tra una portata e l'altra: 40 minuti tra l'ordinazione e dil contorno, 30 minuti tra contorno e primo e quasi un'ora tra primo e secondo. Quell'acido di mio zio ad un certo punto ha iniziato ad insultare i camerieri ad alta voce...


pio

santa pupa che acid mood!
e voi vegetariani non me la contate giusta...
;-)

Asa_Ashel

Quanto ti capisco: io comunque non mi faccio più fregare dai sensi di colpa, vado a mangiare al ristorante solo con persone con le quali so già in partenza che non ci sarà da annoiarsi tra una portata e l'altra, ma sopprattutto niente pranzi-cene interminabili.
Fosse per me salterei direttamente al dolce tralasciando tutto il resto.
Se si tratta di ritrovi famigliari impongo come minimo un piatto a mia scelta visto che di solito non siamo molto in sintonia con i gusti, prendere o lasciare, questa è la condizione che impongo per accettare l'invito, e mi concedo non più di dieci minuti a tavola quando ho finito di mangiare. Dopodiché, di solito, prendo i nipotini e li porto a passeggiare, così tutti sono contenti, io, i bambini e gli altri che restano a tavola senza i piccoli scalmanati. Ho deciso da molto tempo che non voglio più rovinarmi la vita solo per fare un favore di pura formalità, anche perché ho notato che è molto difficile far capire alle persone che non tutti trovano nel cibo, soprattutto in certi cibi, appagamento mentale e sensoriale. Sulla carne sono meno integralista, ma ne mangio talmente poca che tollero poco le abbuffate di sola carne, anche se le scene che descrivi nascondono il classico comportamento di possesso fagocitorio compulsivo di chi teme sempre di perdere qualcosa o di non riuscire ad ottenere qualcosa che crede indispensabile.

KeusIT

Leggendoti non ho potuto non pensare a uno degli episodi de "Il fantasma della libertà" di Bunuel. Già Natale è più che sufficiente come prova d'affetto familiare. Io a Pasqua da anni diserto...

ssynth

potevi finire la cena con il cuoco il ladro la moglie e l'amante

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