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24/04/2008

Comments

barbara

Il fatto che uno si senta immaturo e contemporaneamente sia anche gay non significa che fra le due cose ci sia un rapporto di causa-effetto e neanche, se vogliamo, un rapporto qualsiasi. Che in una società che ancora fa un tantino fatica a digerire questo orientamento sessuale, la cosa possa comportare insicurezza è un conto, che l'unica possibile fonte di insicurezza sia quella, beh direi che ce ne corre.

stefano

No, no, attenzione: non ho detto che è l'UNICA fonte di insicurezza, ci mancherebbe. Ho cercato di ipotizzare in che modo questo tipo di insicurezza s'intrecci alla questione omosessuale e in che modo ne sia influenzata (il che non vuol dire che ne è l'unica causa!)

Monsieur Poltron

Io credo che in molti definiscano "immaturità" quello che, invece, è un senso di "incompletezza": la sensazione di non avere, e non poter avere, un futuro, e di poter avere solo un presente che non rimanda ad altro che a sé stesso.

Quando va bene...

tato

l'affermazione di M. Poltron mi suscita perplessità: quale mancanza di futuro? cosa impedisce, a omosessuali o eterosessuali, una progettualità su di sè e la propria vita?

Asa_Ashel

Post molto interessante, soprattutto per chi come me ha come saltato a piè pari la parte spensierata e cazzarola dell'adolescenza ed è sempre stato ritenuto per questo un ragazzo maturo,affidabile e responsabile .
Io più che altro nascondevo dietro questa seriosità tutti i miei tormenti e solo con il passare degli anni mi sono ripreso in qualche modo il diritto di essere anche spensierato.
Ho smesso da tempo di dare voce a "quello che penso che la gente pensa di me", ho capito che devo innanzitutto essere onesto con me stesso ed evitare di cadere nei clichès degli estremismi .
Credo che l'immaturità di una persona sia sempre relativa, perchè ognuno di noi ha un campo d'azione dove espone le sue lacune, e quindi la sua incapacità o immaturità.
Come gay anch'io mi sono chiesto molte volte se il fatto di non riuscire a portare avanti una storia dipendesse da una mia o altrui immaturità, per scoprire poi che dipende invece tutto dall'affinità delle persone coinvolte, e oggi grazie a questo mi sento più sereno,ma credo anch'io che se alla base ci fossero dei diritti civili paritari se ne avrebbe un effetto positivo anche sui comportamenti, perchè si innesterebbe un approccio mentale completamente diverso da quello possibile oggi.
C'è una cosa che tu non fai notare, ma a mio parere a volte è correlata al fatto di sentirsi adulti: avere dei figli.
L'ho noto confrontandomi con i miei amici coetanei e non,osservando mia cognata e mio fratello nei confronti dei loro figli, perchè in qualche modo un figlio ti dà il segno del tempo che passa e delle responsabilità verso di esso che un genitore dovrebbe acquisire.
Quando non hai figli il tempo sembra più diluito e di conseguenza anche la possibilità di continuare ad "aspettare", e quindi di non maturare.
Ovviamente non penso che l'equazione famiglia+figlio=maturità sia scontata, anzi, a volte assistiamo spesso alla somma di diverse qualità di immaturità, dipende tutto dal singolo.
Io mi sento una persona adulta, soprattutto perchè nella vita ho fatto scelte che mi hanno forzato a "camminare" da solo sia da un punto di vista pratico che da un punto di vista intellettivo, però sono ben felice di essermi riappropriato di alcune leggerezze della vita che mi fanno sentire e sembrare ,a volte ,ancora un ragazzino.
E poi la soddisfazione di vedere quasi tutti i miei coetanei etero e sposati mezzi sfasciati, con la panza fuori controllo da tempo immemore, le mogli esaurite e sempre più frigide....e ricordarmi quando anni prima facevano in ganzi e i fighetti...e osservarli mentre notano che io ho ancora la taglia di quando avevo 15 anni, e che a 37 anni non mi sento vecchio.
Lo so, sono frivolezze , ma si vive anche di questo...in attesa che arrivino certi diritti civili.
scusami se mi sono dilungato tanto.

Berossus

Analisi interessante e post che fa riflettere ma sull'assunto finale del quale non sono d'accordo ovvero che dietro a un gay, se non si sta più che attenti, "c'è un bambino lì, pronto a prendere il sopravvento". Il sentirsi immaturi ed inadeguati di fronte alle sfide della vita é un retaggio adolescenziale della scoperta della propria omosessualità in quanto percepita, da alcuni, come une diminutio della propria virilità. E' per questo che le donne omosessuali, infatti, il problema neanche se lo pongono e parlo a ragion veduta avendo molte amiche lesbiche. Sta a noi far sì che attraverso le nostre azioni ed assunzioni di responsabilità, gli altri percepiscano il nostro essere "adulto".
Ah, dimenticavo di dirti che apprezzo molto il tuo blog che leggo da tempo. Un saluto.

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