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29/07/2007

Comments

William

Sabato, al termine di una giornata culturalmente interessante a Milano e cesellata dalla piacevolissima e intrigante conoscenza di Sergio, ci avviamo a prendere i rispettivi treni del ritorno; in parte felici, per esserci conosciuti ed esserci trovati in gradevole e non superficiale sintonia umana, come se avessimo ricevuto una piccola ricompensa karmica per un recente passato ricco di afflizioni (ricominciare, dopo che la storia in cui credevo in modo assoluto è franata in modo squallido, non è facile neanche per un cinico caterpillar come me), in parte un po' immalinconiti dall'arrivederci, pur consci che è stato detto con sincerità.
Al momento di salutarsi, alle sette di sera, quando la stazione di Milano centrale è superaffollata oltre la sua media, baciarsi è sgorgato come un gesto spontaneo, quasi imperioso, sebbene casto.
In realtà era già successo prima pure nella Metro, ma eravamo nascosti.
Non volontariamente, è stato un gesto improvviso e cercato da Sergio, ma nessuno ci poteva vedere.
Lì in stazione, invece, pudore non ci ha colto, perchè non abbiamo pensato neanche per un attimo che in quel gesto, per noi così sentito e assolutamente innocente, potesse essere percepito come osceno.
Ho notato una signora di mezza età che si è avvicinata a fissarci come se avesse visto l'Anticristo himself, ma avevo già in serbo per lei un ottimo cross di quelli appresi a boxe (eh sì, i gay, oltre a saper amare, non sanno solo lavorare di uncinetto con le mani).
Sergio sale sul treno e un signore si rivolge a lui: "Bravo...ci vuole coraggio...il bacio là fuori...".
E' confortante che abbia visto un bacio, e non un selvaggio e gustoso pompino sui binari, pero' eravamo in parte alienati dalla sensazione che un gesto simile potesse/dovessere essere notato, persino da una persona evidentemente piu' open minded di una Binetti qualunque.
Son convinto che nemmeno quell'uomo, che sicuramente avrà baciato almeno una volta nella vita per amore, avesse colto che per noi, in quei secondi così fuggevoli, eppure così intensi, il tempo era rimasto sospeso, tutto si era fermato ed esistevamo solo io e lui.
Ed un bacio puo' essere un gesto molto piu' intimo e molto piu' ribelle, in quanto va oltre la mera sessualità da accoppiamento, specie se filtrato da occhi che vedono in due gay che si baciano non dei Visitors che rivelando la loro vera faccia mostrano scaglie demoniache e rettiliane, ma un lato dolce e passionale.
E dolcezza e passione, affetto e intimità, finchè un "semplice" bacio o il tenersi per mano, attireranno come mosche morbose 6 volanti della polizia, saranno in assoluto le conquiste piu' importanti che dobbiamo ottenere.
Ma soprattutto che dobbiamo a noi stessi, per sfuggire alla trappola culturale dei ghetti e dei mattatoi, come se la nostra sessualità ci fosse concesso di esprimerla solo attraverso sesso nudo e crudo e abbondantemente strutturato ormai in una vera e propria forma di mercato.
Un bacio di quel tipo non lo compro acquistando un biglietto di ingresso, ma lo conquisto con la mia umanità di cui ancora troppi vogliono privare me e tutti quelli come me.
Ammetto di essere fortunato, un po' per la personalità combattiva di cui son dotato, un po' perchè son circondato persino al lavoro (in un campo apparentemente non molto aperto) da persone "evolute".
Non tutti hanno queste fortune.
Ma se persino coloro che possono essere liberi, si negano la possibilità dell'affetto, non potremo mai sperare che gli agenti di Stato assurgano al grado di homo sapiens sapiens.
Un bacio non ha mai ucciso nessuno, ma uccidetemi pure mentre sto baciando, perchè in quel momento non potro' dirmi morto.

stefano

Un grande grazie per aver voluto condividere qui la tua esperienza.

"Un bacio di quel tipo non lo compro acquistando un biglietto di ingresso, ma lo conquisto con la mia umanità di cui ancora troppi vogliono privare me e tutti quelli come me". Hai riassunto perfettamente in una frase quello che penso, che ho sulla punta della lingua, nelle orecchie, ma ancora non riuscivo a formulare (giusto per parafrasare una frase di Christa Wolf).

Sergio

Visto che mi sento chiamato in causa, e mi parrebbe il minimo, non posso che ringraziare William per le parole. Ho scritto alcune considerazioni anche io, proprio su quel fatto di dovermi sentire "eroe per caso", che mi ha fatto pensare profondamente. Perché è qui che sta il vero problema di questo Paese: considerare un bacio un gesto di "coraggio".

Uyulala

Capito qui in seguito alla segnalazione fatta sul blog di Chiara Lalli e Giuseppe Regalzi. Ho letto sia il post che il primo commento con molta emozione. Al punto che, per motivi diversi, non saprei commentare né l'uno né l'altro.

Probabilmente ho fatto una cosa non perfettamente corretta, ma ho voluto segnalare questo post su OKNOtizie, sperando che molti lo leggano.

Vi ringrazio, comunque...

calogero

Davvero un bel post!

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