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15/01/2007

Comments

Yoshi

grazie per aver scritto questo post, chè sennò toccava a me :)

Lamiadestra

Premesso che posso concordare sul fatto che qualcosa debba essere fatto per dare un valore giuridico alle coppie gay, la proposta di legge sui Pacs non la condivido affatto, e ti faccio qualche critica:
1. "è una legge che non reca danni a terzi": in parte falso. Si equiparano matrimoni, pacs e coppie di fatto: siccome la legge prevede effetti anche patrimoniali, e che quindi riguardano anche i terzi, nasce immediatamente un problema. I matrimoni richiedono la pubblicazione, affinchè ai terzi sia data possibilità di prenderne conoscenza, i Pacs no. Se anche si rimediasse a questo, rimangono le coppie di fatto, ossia coppie che convivono senza alcun legame giuridico. E questo è solo un esempio semplicistico. Avevo letto un ottimo articolo di un avvocato autodichiaratosi rosapugnano che faceva esempi migliori, purtroppo non ricordo dove.
2. "è una legge assolutamente liberale": non so, secondo me uno stato liberale non ficca il naso nelle faccende altrui. Qui si arriva ad uno stato che, in nome della libertà, "regola" ogni capriccio umano, creando continuamente nuovi istituti. Se uno vuole convivere, ok, fatti suoi, non vedo perchè lo stato debba regolamentare la cosa. C'è il matrimonio (ok, solo x coppie etero x ora, ma ricorda la mia premessa...), se uno vuole. Non vedo perchè si debbano dare pari diritti a chi non ha pari doveri, come emerge dalla proposta sui Pacs: ad esempio, l'abbandono del tetto coniugale è punibile per coppie sposate, è un reato, mentre i Pacs si possono sciogliere unilateralmente (così dice la proposta di legge dell'on. Grillini); ancor più questo è vero per le coppie di fatto.
Credo che i privilegi che lo Stato concede alle coppie sposate derivino dal fatto che il matrimonio ha una sua rilevanza sociale (e qualunque ricercatore sociologo/psicologo credo lo possa confermare), crea dei benefici a livello generale ("esternalità positive" le chiamerei in gergo economico) che vanno oltre la coppia, e come tale lo si "agevola" sotto certi punti di vista.
Si rischia di cadere nello "stato etico", lo so, ma in fondo cosa c'è di più etico del fare una manovra finanziaria in nome dell'"equità sociale", concetto puramente soggettivo?
Parlo quasi esclusivamente di problemi "economici" ma, a mio avviso, il problema Pacs non è altro che una questione di soldi, nella maggioranza dei casi (delle coppie etero, ovviamente).
(Scusa la pessima forma espositiva, ma vado di fretta)

stefano

Le conseguenze patrimoniali sarebbero infime se i pacs riguardano così poca gente, no? :D
Battute a parte, tu affronti alcuni nodi che volevo affrontare già in un prossimo post.
"Il matrimonio ha una sua rilevanza sociale (e qualunque ricercatore sociologo/psicologo credo lo possa confermare), crea dei benefici a livello generale ("esternalità positive" le chiamerei in gergo economico) che vanno oltre la coppia, e come tale lo si "agevola" sotto certi punti di vista": vero. Con una precisazione: queste "esternalità positive" valgono anche per una coppia omosessuale stabile. Anche questa andrebbe agevolata, esattamente come un matrimonio *misto* - è questo che io replico a chi mi dice che un matrimonio tra due persone dello stesso sesso non ha rilevanza sociale.

Comunque il punto resta: le critiche di "Libero" non sono quelle che hai fatto tu. Quelle di "Libero" sono puramente ideologiche.

Disorder

Sorvolo sulle altre argomentazioni di Lamiadestra (come il suo "liberalismo etico"), ma questa proprio non la capisco: "I matrimoni richiedono la pubblicazione, affinchè ai terzi sia data possibilità di prenderne conoscenza, i Pacs no".

Le unioni civili, se ci saranno, saranno pubbliche e verificabili da tutti esattamente come il matrimonio. Le "pubblicazioni" previste per il matrimonio sono una formalità giuridica preliminare e basta (e anche un'eventuale legge sui pacs prevederà delle formalità da espletare agli stessi scopi, vedi provare lo stato libero dei due componenti della coppia, l'assenza di parentele o altri motivi di impedimento, ecc.)

Lamiadestra

Stefano, su Libero ho preferito sorvolare... un giornale con un direttore editoriale, ma non responsabile, in quanto non lo può essere perchè giornalista baby-pensionato, alias Vittorio Feltri, che si azzarda a parlare di riforma delle pensioni, non può essere attendibile... anche nei casi (non questo, ovviamente) in cui dovesse aver ragione.

Disorder, il problema è che la proposta di legge sui Pacs (già depositata in Parlamento nella passata legislatura, e quindi ad essa mi attengo) prevede che la coppia vada in Comune a registrarsi, e basta. In più varrebbe per le coppie di fatto, cioè quelle neanche registrate. Le pubblicazioni matrimoniali, invece, danno tempo ad eventuali terzi di prendere conoscenza delle intenzioni dei nubendi e fare le proprie eventuali opposizioni prima dell'atto di matrimonio.
Dal punto di vista giuridico, lo trovo totalmente folle: ex-ante, nessuno è informato delle intenzioni dei contraenti Pacs. E' una mostruosità: ai terzi, che secondo me risentono eccome dei Pacs, non è dato essere informati, se non a cose fatte.

Comunque, a questo punto passerò a trovarti per il prossimo post in tema ;)

stefano

Ah, però, quelle cose lì su Feltri non le sapevo mica! :)

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