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27/10/2006

Comments

Marcoz

A me disturba che tu 'esibisca' una lucidità che io me la sogno, nonché la quantità di libri che riesci a leggere e i diversi idiomi che parli. Finocchio che non sei altro!

Maurizio

Il tuo post mi ha fatto molto riflettere. Lo condivido interamente.

stefano

@ marcoz: be', non sono sempre così lucido. Per fortuna :)

@ maurizio: grazie e benvenuto!

dj

Vito Mancuso non si tocca, tutto quello che dice è il Vero.

p.s.v.

Sul primo paragrafo mi sembra poco, portare il tuo solo esempio quando per gli eterosessuli parli di tutti. Ci sono esempi in cui gli omosessuali pavoneggiano la loro sessualità in pubblico in modo molto evidente. Anzi molte volte lo devono fare per farsi notare da qualche altro omosessuale. comunque un bellissimo articolo, come sempre

stefano

Diciamo non di tutti gli eterosessuali, ma di molti. Il fatto è che comportarsi così è un dato accettato, ovvio: non vengono rimproverati di esibizionismo o di "fare sempre gli eterosessuali" - e poi è evidente che ci sono quelli che hanno sempre quella "cosa" in testa e quelli che invece no. Invece gli omosessuali che "pavoneggiano la loro sessualità" in pubblico per farsi notare mi sembrano ancora (purtroppo) una minoranza. Il punto è che gli uni e gli altri avrebbero lo stesso diritto di manifestarsi in pubblico (anche rendendosi un po' ridicoli, eh, mica ho detto che non debbano esserlo).

laura

Illuminante. Grazie. Non condivido però l'accostamento con gli ebrei di Israele. Che sono israeliani e non ebrei. E quindi, non rappresentano il "diverso".
Scusa l'intrusione. Ti seguo volentieri.

Laura.

endimione

Nessuno si sognerebbe di discriminare un malato, per esempio un handicappato: però non ci si aspetta nemmeno che un handicappato sia felice del suo handicap. Così, chi considera l'omosessualità una malattia (che lo ammetta o no), magari non ha un atteggiamento apertamente discriminatorio verso gli omosessuali, ma nemmeno si aspetta che questi non si dolgano della loro condizione come fosse un handicap. Perciò, di fronte a certa tolleranza, spesso ci si illude che l'altro comprenda, che stia dalla tua parte (ovvero consideri l'omosessualità con la neutralità con cui va considerata), e invece sotto sotto ti considera un malato (niente discriminazione, sia chiaro, però l'omosessualità è "un problema").

avi

Tutto vero, tutto meravigliosamente come sempre espresso con lucidità e acribia. tuttavia anche gli omosessuali possono, se lo vogliono - a un prezzo anche alto, certo - cambiare anche se solo in parte le cose. io per esempio ci provo con tutti gli uomini che mi interessano e lo faccio in modo pubblico e anzi per gli eterosessuali e anche le altre cule nascoste in modo sfrontato. dò sempre per scontato che un uomo può essere omosessuale anche se non lo sembra e magari non lo è, ma lo faccio per un mio desiderio di affermare la legittimità del desiderio omosessuale in luogo pubblico e il fatto di considerarla neutra come mi sembra che anche tu auspichi. Il risultato è - è vero - che poi magari faccio meno sesso di chi invece zitto zitto non dice niente e quatto quatto aspetta di vedere da che parte tira il vento. Tu che cosa fai ? Se gli omosessuali non iniziano a cambiare le cose loro le cose, da sole non cambieranno mai. Altro che andare ai gay pride...

mauoshi

post bellissimo, la frase perfetta è In ogni caso il "diverso" piace solo se incarna il pregiudizio che gli è stato cucito addosso. mi verrebbe da aggiungere che un ulteriore pregiudizio sta nel fatto che, chi supera il pregiudizio iniziale, si aspetta che "il diverso" si mostri riconoscente verso questa sua "apertura" mentale. da cui, in fondo, deriva parte del buonismo, ma vabbè. saluti

gp

"però non ci si aspetta nemmeno che un handicappato sia felice del suo handicap."
questa frase è orribile

melpunk

senza dimenticare che la sessualità ha anche una sua dimensione culturale, ovvero fa riferimento alla cultura in cui è inscritta. saluti

panda

come non condividere?
l'omosessualità è ancora, purtroppo, una mamma che dice "non dare la colpa a me se tu sei così". né colpa né meriti, né dramma né problema. ma vallo a spiegare...
(complimenti per il blog :)

carol

il bello del mezzo virtuale è che si condividono idee senza avere inquinamenti derivanti dalla visione della persona che le enuncia

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