Le infamie di ieri

Manifesto per l'eguaglianza dei diritti

Supporting Israel


Become a Fan

« Una testimonianza sul Gay Pride di Catania | Main | Suspense! »

30/06/2006

Comments

Yoshi

te lo vedi pannella che annienta il suo pupo radicale?
te li vedi i socialisti che non puntano all'immediata okkupazione poltronesca?

naaaaaaa

il concetto rnp è bellissimo, sono le persone che ci sono dentro a essere un po' meno belle; dovremmo esserci noi al loro posto cazzarola :)

Yoshi

http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/economia/conti-pubblici-8/liberalizzazioni/liberalizzazioni.html

lo zampino radicale? :)

stefano

Pannella me lo vedo sì, per il semplice motivo che l'ha già fatto in passato, quando creò il "transpartito transnazionale" e di fatto cancellò il partito radicale in quanto tale.
I socialisti - soprattutto quelli tipo Rino Formica, Claudio Signorile o Ugo Intini - un po' meno.

Yoshi

sì però sempre di partito radicale si trattava, e cmq da quello che ho letto nel libro che hai receensito tu un po' di tempo fa mi sembra che pannella ogni tot voglia resettare un po' il partito per fare in modo di averlo sempre in pugno, non so, mi son fatto questa impressione. tu che ne dici?

Disorder

Che tristezza lo spettacolo della RnP. Purtroppo si è visto come la decisione di intraprendere percorsi di fusione di partiti e creazione di nuovi soggetti, almeno in Italia, non venga quasi mai presa in base a un progetto politico, ma unicamente in relazione alle possibilità di successo elettorale. Così è ad esempio per il partito democratico (dove c'è e ci sarà anche in futuro una situazione analoga, tra Ds e Dl), che in realtà non piace quasi a nessuno ma che tutti elogiano perchè pare che l'Ulivo unito prenda più voti. Se poi il programma unitario non c'è e viene utilizzato il Cencelli anche all'interno di quello che dovrebbe essere un soggetto unico, pazienza.

stefano

@ disorder: ormai comincio a pensare che si debba studiare più l'antropologia degli italiani che non la politica

@ yoshi: non so, forse più che per averlo in pugno, per impedire che si adagiasse troppo nelle istituzioni e si abituasse ad avere "rendite di posizione" da potere.

Matthaei

*Cynical Mode: ON*

Secondo me, cadavrexquis, le tue conclusioni (azzerare tutto, ripartire da capo, con gente nuova) sarebbero logiche se non partissi da una premessa errata: la Rosa nel Pugno non è nata attorno ad un programma, ma attorno ad un bisogno. Un bisogno di idee? No: un bisogno di P-O-S-T-I. Quando un anno fa la Margherita, su iniziativa di Rutelli, decise che l'esperienza di Uniti nell'Ulivo non si sarebbe ripetuta, SDI, altri socialistoidi sparsi (spesso con la destra ma preoccupati per l'apparente, imminente sconfitta elettorale) e radicali si accorsero che avevano una sola possibilità: mettersi insieme, perché da soli nessuno di loro sarebbe mai riuscito a varcare la soglia del 4 per cento dei voti necessario per ottenere seggi alla quota proporzionale della Camera (non si parlava ancora di nuova legge elettorale). Sulla base di questa necessità è stato ideato il resto, e sta crollando tutto per i seguenti motivi.
1) Pannella è ormai un vecchio egocentrico di settantasei anni al quale la Rosa nel Pugno serviva per rientrare in Parlamento. Non c'è riuscito, quindi meglio rifarsi il partitino personale nel quale fare e disfare a piacimento, come ha sempre fatto, con la radio come strumento di propaganda da cui sbrodare a spese dei contribuenti.
C'è più gusto (per lui).
2) E gli altri radicali? A posto pure loro. L'unica che conta qualcosa (perché porta voti) è la Bonino, ed è comunque diventata ministro. Capezzone fa il presidente di commissione alla Camera: non poco, per uno di trentaré anni che non si è nemmeno laureato. Sette-otto di loro si sono sistemati in Parlamento dopo dieci anni. Passata la festa etc. etc; e non è andata neanche male, considerato che un anno fa non li aveva voluti nessuno neanche per le regionali. Anche stavolta ce l'hanno fatta, ci si risente tra cinque anni. Certo, non sono riusciti a colonizzare i socialisti, ma i socialisti a quanto pare non ci stanno a farsi "eterodirigere". Pazienza. Intanto il ministro della Rosa nel Pugno è una radicale. Tra un po' di tempo bisognerà dedicarsi alla ricerca di qualcun altro da fottere nella Gran Sauna della Politica. Con chi accoppiarsi, who's next? Dopo aver flirtato con Craxi e con Berlusconi, chi ci ricascherà?
3) Dal punto di vista dei socialisti: perché tirarsi dentro gente nuova, che magari rompe pure i coglioni? Meglio continuare a fare come si è sempre fatto, le cose tra noi, il posto di consigliere a me, l'assessorato a te, l'incarico a lui, le nostre piccole e grandi clientele, che tutto sommato ci fruttavano anche qualche voto in più (cfr. risultati di politiche ad aprile ed amministrative a maggio). Certo, fra vent'anni saranno estinti, ma intanto se la saranno spassata, almeno un po'.

Conclusione.

I partiti sono anche burocrazie interessate all'autoconservazione e la politica si fa anche per il potere, non abbiamo più cinque anni e certe cose le comprendiamo, persino; ma la miseria della politica italiana è che nel nostro paese i partiti non fanno altro: in due parole, sono "comitati elettorali" (con la minuscola). Gli ideali, le idee: tutte balle, cazzabubbole, per fregare la gente che di politica (purtroppo) s'interessa (per quanto ancora?), come me e come voi. Nei partiti italiani, unico caso al mondo, non si vota e non si decide su nulla. Nel caso della Rosa nel Pugno, chi ha consultato gli iscritti agli SDI e ai Radicali Italiani per chiedere il loro parere? E le dita di quante mani servono per contare le persone che ne stanno decidendo le sorti?
Un italiano mosso da un afflato ideale, con il modesto desiderio di dare il suo minuscolo contributo a partecipare alle decisioni collettive, comportandosi da cittadino attento e consapevole e magari mettendo a disposizione le sue capacità e, perché no?, qualche soldino, tempo, energie, passione, non ha la possibilità di fare nulla o quasi. I partiti italiani servono ESCLUSIVAMENTE a promuovere le carriere, le ambizioni, gli interessi di ristretti gruppi di persone.
Quindi, che fare? Personalmente, avendone già prese, di palate nei denti, in questo come in altri campi (ingenuo sì, ma proprio fesso no: alla fine certe lezioni, anche se tardi, le imparo anch'io) sono ben contento di aver speso solo 10€ per la campagna elettorale della Rosa nel Pugno: anzi, in retrospettiva me li sarei tenuti. Stavolta ci sono cascato ancora, ma almeno mi è costato meno di quando davo i soldi ai radicali, fine anni Novanta (NB: NON SONO RICCO, nel caso qualcuno fraintendesse). La politica l'ho sempre seguita, eppure da qualche tempo mi sto chiedendo l'impensabile, e cioè se valga la pena andare a votare. Rassegniamoci: almeno in Italia, soprattutto in Italia, ci vengono chieste, come individui, soprattutto tre cose, e cioè, come diceva Lindo Ferretti, "produrre, consumare, crepare" (ce ne sarebbe una quarta, "scopare", perché anche il sesso serve a vendere, a far vendere e a vendersi: ma "it takes two to tango" e certe persone, almeno alle loro illusioni private, un po' ci tengono). Il resto, tutto sommato, sono minchiate per anime belle o aspiranti tali. Perché "comandare è meglio che fottere"; e chi non può o non vuole fare nessuna delle due cose si arrangi.
Il potere è Cosa Altrui.

*Cynical Mode: OFF*

Quando si crede in qualcosa, le delusioni sono un po' come gli infarti: per quanto si recuperi, il cuore non torna mai a posto come prima.
E non si possono mica prendere infarti a ripetizione, no?
Si finisce per lasciarci la pelle.

avi

il problema è che non basta cambiare idee per fare qualcosa di nuovo in politica: bisogna cambiare le persone.

The comments to this entry are closed.