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06/02/2006

Comments

Yoshi

come al solito suggerisci libri interessanti e di questo ti sono sempre grato:)

io a casa ho finito i libri da leggere e per una serie di motivi non ne ho ancora presi di nuovi, ormai mi sono ridotto a leggere la tesi della mia ciccina sulle tv aziendali, fa conto te di come sono messo! :)

(ovviamente il mio è un commento ironico, la tesi della mia ciccina è un piezzecore)

augie

Grazie per questa bella presentazione del libro di Benadusi che avevo già acquistato ma che non ho ancora letto: ora, mi rendo conto, devo proprio farlo!
Ha colpito molto anche me la storia del professore di Ancona che, come dici tu, “per evitare un'ingiusta punizione, scrive varie lettere alle autorità spiegando di non essere punibile perché la sua è una malattia”. Mi ha colpito perché questa esperienza può essere vista come una sorta di “dimostrazione” dell’argomentazione foucaultiana secondo cui il “discorso” con cui il “soggetto dominato” prova a “resistere” al “discorso dominante” non può che, almeno inizialmente, prodursi se non a partire dal lessico e, direi, dalla “grammatica” del “discorso dominante” stesso. Per citare Foucault: “La resistenza si basa sempre sulla situazione che combatte. Nel movimento omosessuale, per esempio, la definizione medica dell’omosessualità ha costituito uno strumento estremamente importante per combattere l’oppressione di cui era vittima l’omosessualità alla fine del secolo XIX e all’inizio del secolo XX. Questa medicalizzazione, che era un mezzo d’oppressione, è sempre stata anche uno strumento di resistenza, perché si poteva dire: ‘Ma se siamo malati, perché ci condannate? Perché ci disprezzate?’ ecc. Certo, oggi questo discorso sembra molto ingenuo, ma, all’epoca, era molto importante”.
Quest’analisi mostra una sorta di, come dire?, sconcertante, problematicissimo “ottimismo” foucaultiano: il “discorso dominante”, infatti, non sarebbe soltanto limite, ma anche possibilità. Resisto con gli strumenti che trovo a disposizione: limite, quindi. Ma anche: tutto può diventare strumento di resistenza, anche il discorso che mi vuole opprimere.

Andrea

Son capitato per caso da non so quale blog del Cannocchio (forse da Anelli) ed ho trovato i tuoi articoli estremamente piacevoli ed interessanti, in particolare quello sul membro maschile, da urlo :) Mi sono permesso di rovistare un pò anche su flickr. Il contesto dello scatto a Ruini è geniale, gli sta proprio a pennello. Ripasserò. Ciao, Andrea.

deragliando

che pensi della tesi di Umberto Eco : alle accelerazioni troppo violente nella storia corrispondono fenomeni di reazione?
Accadrà che questa velocità spagnola dovrà essere pagata con un rigurgito violento di restaurazione?

stefano

@ Andrea: benvenuto!

@ Augie: Grazie per la citazione foucaultiana. In un certo senso è vero quello che dice - come in generale si può dire che ogni discorso parte in qualche modo dalle coordinate date all'interno di una società. Possiamo forzarne i limiti, ma in parte il linguaggio e i concetti che usiamo non possono essere troppo esterni alla società (e al tempo) in cui viviamo, pena l'incomprensibilità. La distanza temporale, in questo caso, rende più straniante questo ricorso alla "malattia" per difendersi dall'oppressione.
Quando leggerai Benadusi vedrai che è molto più ricco e documentato di quanto io abbia potuto scrivere in questa presentazione. Benadusi - e avverte in anticipo nell'introduzioni - usa spesso gli stessi termini che usava il fascismo per caratterizzare l'omosessualità: anche in questo caso c'è un effetto di straniamento e di proiezione all'indietro, in un'epoca che vorremmo non fosse più la nostra...

@ deragliando:
O cielo! Non ho la sfera di cristallo :)
Comunque ho idea che non ci sarà un rigurgito violento di restaurazione in Spagna, perché per quanto forte sia il cambiamento introdotto, non è stato introdotto con violenza, con una rivoluzione... La frase di Eco può essere abilmente sfruttata da chi vuole l'immobilismo a tutti i costi.

l'anodino Tabaqui

Ma scusate non era forse questo: come dopo i 40 anni di Franco, adesso dopo il torvo partito popolare di Aznar c'è stata una reazione libertaria..... Anche da noi, dopo 5 anni di governo Berlusconi ci sarà la potente reazione: l'IRI al governo

stefano

Sfotti, sfotti...

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