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22/06/2005

Comments

stupidboy

ho un amico misantropo accanito, lettore ossessivo di cioran, ed egli e' in effetti una delle persone piu' amabili ad averci a che fare vis a vis!

Endimione

Tutto l'odio per l'umanità di Ceronetti si dissolve innanzi al grande amore che dimostra per pochi esseri umani eletti: l'ho pensato ieri, considerando tutta l'amorevole cura con cui aveva confezionato lo spettacolo-lettura su Kavafis, impreziosendolo con passi dalle "Baccanti" di Euripide e con versi di Saffo. La grande umanità dei misantropi è una grande verità intuita da Cioran.

tato

Come fare? I misantropi mi fuggono, e io fuggo tutti gli altri.

v.

Anch’io iniziai a leggere Ceronetti molto presto, non ricordo più quando, affascinato dal suo furore iconoclasta, dalla violenza con cui scaglia la sua prosa contro la banalità del quotidiano e contro parole e luoghi comuni del linguaggio pietrificato dall'ovvio. Il suo pensiero mi ha sempre sedotto, “un pensiero "paradossale" nel senso letterale del termine, cioè radicalmente "al di fuori della doxa", dell'aborrita opinione comune, che egli ama provocare e scandalizzare, per infine fulminarla con il sarcasmo, il disprezzo, l'anatema”. (Franco Volpi).
Ricordo che quand’ero più giovane mi facevo alcuni problemi di, come dire?, “correttezza politica” nel leggere Ceronetti, e mi chiedevo se “fosse giusto” “attardarmi” nel riflettere un pensiero così radicalmente pessimistico e apocalittico (tutto si può dire di una frase come “Dentro la scienza non si rintraccia neanche un aborto di pensiero” fuorché che esprima un pensiero “progressista” o “progressivo”), e allora magari mi giustificavo dicendo che anche Adorno “legittimava” la lettura di Nietzsche affermando che dobbiamo e possiamo recuperare la carica critica intrinsecamente “progressiva” contenuta nei testi dei grandi reazionari…
Adesso tutto questo modo “lukácsiano” di dividere i pensatori e il dominio del pensiero in “destra” e “sinistra” mi sembra terribilmente datato e inservibile, e non sono più angustiato da preoccupazioni di questa natura: ora “io leggo, per quanto è possibile, soltanto ciò di cui ho fame, nel momento in cui ne ho fame, e allora non leggo: mi nutro”. (Simone Weil).
E poi alcune frasi di Cernetti esprimono verità definitive, inemendabili: "La grandiosa vampa capace di liquefarci tutti risponde a un antico sogno".

stupidboy

stranamente i misantropi non mi fuggono: rappresento una potente calamita per disadattati ed emarginati in genere.
fin dall'eta' della prima scolarizzazione, son sempre stato il labile e dissennato anello di congiunzione fra il "medio" e le "punte" di massima eccellenza o massimo disagio: un po' troppo strano per far parte del "gruppo" e troppo accomodante per esser un vero outsider.

stefano

Sì, capita anche a me di pormi questi problemi di "correttezza politica", quando leggo gente come Ceronetti, Cioran o Sgalambro, ma ormai, come te, leggo ciò che mi preme leggere e mi disinteresso dei possibili "abusi politici".

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