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29/03/2005

Comments

Yoshi

però non ho capito una cosa: in un locale non esclusivamente gay come fanno due gay a riconoscersi a vicenda? avete un codice segreto?:)

stefano

Tu come fai a riconoscere una ragazza che ti *punta*?

conny

bhe... i gay si riconoscono. emanano le vibrazioni gay. ma questo palestrato era un nano? e il finocchio era impertinente? che vuole scoprir se è vero quello che si dice intorno ai nani?

stefano

Non solo dei nani, ma di tante altre categorie. Il gay è impertinente e curioso :))

Yoshi

caschi male stefano, nessuna mi ha mai puntato, ho sempre dovuto sudare 29 camice :)

stefano

Be', allora capisco la tua domanda: non te ne sei mai accorto :)
(Scherzi a parte: se si è nudi si vede l'erezione. Mi sembra che sia un segnale che suggerisce qualcosa, no?)

Carlo

Condivido la morale del post, pur dal mio punto di vista
assolutamente etero (tranne quando entro nel bagno turco di una palestra).
Avrei una domanda; esiste lo stupro fra gay? Intendo, come fenomeno reale, non come accidente statisticamente irrilevante? Perchè io, a differenza di Yoshi, li vedo ben i gay quando mi puntano, e mi puntano in molti. E mi pare che si puntino tutti...

lotar

ma perbacco che genio!
Hai stigmatizzato il frociomondo in modo encomiabile.
Concordo su tutto tutto tutto.

baci
andrea

stefano

@carlo: immagino esista lo stupro con uomini per vittime, ma io ne so quanto te.

@andrea: grazie (a meno che tu stessi facendo dell'ironia :))

BubbleHouse

Tu ne fai una questione di "scarsità" (il prezzo di un bene o servizio è dato dalla sua scarsità relativa sul mercato) che a mio avviso è molto vicina all'idea romantica di conquista. Lo so che nella palestra mista non si può comunque parlare di conquista se un avvocatino di 30 anni ti si smanetta davanti, ma vuoi mettere il rischio di essere beccati? Il senso dell'illecito attizza la fantasia e produce adrenalina come mai potrebbe uno scopodromo ufficiale. Non so quanto del romanticismo abbia origine culturale e quanto sia innato. Quando eravamo bestie (eravamo?) bisognava lottare con altri contendenti per accedere all'accoppiamento, dimostrare qualcosa, gonfiare le piume. Al mercato della carne questa competizione si basa su criteri lontani dalla vera natura umana: i pettorali glabri, la pelle liscia, che ne so? La vera avventura, quella che dà i brividi (di paura e di piacere) la si vive là dove non è così ovvio che si copulerà. Vuoi mettere un cucco al supermercato piuttosto che in discoteca? O tra i banchi di una biblioteca? o - il massimo - a una cena/festa di famiglia dove il figlio degli amici dei genitori si rivela più interessante del solito?! :-)

D.

satisfied, as usual.

aelred

condivido anche quest'ultima riflessione di BH. non sono mai andato in una sauna gay (confesso) però non mi sarebbero mancate - se avesso voluto coglierle - le occasioni giuste in piscine e palestre varie di Milano, con ragazzi gay (visti poi nei locali) e con tipi che probabilmente non si definiscono così. Il piacere del proibito è impagabile.
La questione delle saune, secondo me, riguarda anche un altro problema: la "presentabilità" sociale di certi comportamenti. conosco ragazzi gay di Roma che vanno in sauna a Napoli e altri che non ammetterebbero mai un'incursione in uno scopatoio, eppure ne hanno una voglia matta. altri che vanno a ballare "solo" per rimorchiarne uno nuovo, ma una volta in discoteca non degnano nessuno di uno sguardo: devono essere guardati, non guardare.
Temo che un po' sia il risultato dell'educazione moralista che tutti hanno ricevuto in qualche misura. certe cose non si fanno, salvo quando scatta l'ora dei saldi (in discoteca è dalle quattro in poi) e lì vanno bene anche le vendite abbinate.

stefano

Sì, aelred, in sauna vanno bene anche gli "orari di cambio turno", tipo dalle sette alle otto di sera, quando quelli che hanno fatto i "preziosi" tutto il pomeriggio devono tornare a casa a mangiare (dalle mogli o dalla mamma, non so), sicché chi entra a quell'ora fa una messe abbondante di libido non soddisfatte.
Sono d'accordo con BH sul senso del proibito, sul carattere afrodisiaco del rischio di "essere beccati in flagrante".
Sull'essere guardati, non fare mai il primo passo etc. etc. l'americano John Rechy ci ha costruito un romanzo interessante: "Numbers".

lotar

ero sincero. sono davvero d'accordo. niente ironia.
baci
andrea

festen

ciao sweetie,i tuoi post sono saggi altro che esercizio di stile, io sono stato a ZURIGO nn male un po noiosetta.

etero

finocchi

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