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28/01/2012

Comments

Aldo Brancacci

Grazie per farci leggere quest'altra bella recensione. « die Welt, die Wirtschaft, die Politik, die privaten Beziehungen – alles ist prekär » leggo sulla presentazione. Tuttavia Stolzenburg rifiuta, a quanto capisco, i 25000 euro del giovane: questo non è precario. E non lo è nemmeno il suo nome, di cui tu sottolinei il significato, suppongo perché ti sembra che il romanzo lo rappresenti. Sembra un estremo lembo di vita, che un tempo sarebbe stata detta borghese, oggi anch'essa maltrattata da tutto, che Stolzenburg rappresenta con dignità e autocontrollo. Ha anche una passione, le opere dell'oscuro cartografo e librettista di Mozart. E si innamora a 59 anni. (Non so se «l'amico Fritz» possa essere un rimando al melodramma, con tutto ciò che questo può significare, ma ci starebbe bene).

stefano

Rovini la sorpresa :)
Sì, nonostante la tentazione sia forte (più a livello astratto che reale), Stolzenburg rifiuta i soldi del ragazzo. Ma per un attimo ha un moto di ammirazione perché è stupito dall'abilità dialettica con cui lo studente perora la sua causa (in sostanza: mi devo laureare anche in germanistica, perché è la condizione che ha posto mio zio per lasciarmi in eredità la sua parte di azienda, che così verrà riunificata. Altrimenti saremo costretti a vendere, magari ai giapponesi, con la perdita di chissà quanti posti di lavoro. Mentre questa laurea sarà per me solo un pezzo di carta.)

Aldo Brancacci

Socrate avrebbe detto che accettare l'offerta avrebbe rovinato lo «skhema», la forma, o figura, di tutta la sua vita. Tra l'altro quello che mi dici in parentesi rende la posizione del ragazzo molto forte, quasi impellente. E Stolzenburg, di fatto, aveva proprio bisogno di 25.000 euro, (non di quei 25.000 euro) per rendere meno grigia e più serena la sua vita. Non è uno sconfitto, è uno che è stato «battuto», il che è molto diverso.

stefano

E' esatto. Perché è proprio quell'immagine interiore di sé che Stolzenburg ha e che non vuole intaccare. Non l'ho scritto per non allungare troppo questa specie di recensione, ma c'è un elemento di paragone negativo: un altro docente che, senza alcun ritegno, sfrutta sessualmente le sue studentesse se appena capisce che ci stanno in cambio di buoni voti. Diventare, in qualche modo, come lui, sarebbe la catastrofe per Stolzenburg. Stolzenburg che, tra l'altro, percepisce già come un cedimento morale il fatto che, dopo parecchi anni, ha cominciato a riproporre gli stessi seminari, mentre prima ogni anno proponeva un tema diverso - che naturalmente gli costava un sovrappiù di ricerca e di lavoro. E qui si apre tutta una riflessione sulla responsabilità del docente in relazione all'insegnamento e agli studenti, sulla ricerca e sull'innovazione versus la mera ripetizione di formule ormai ammuffite...

Aldo Brancacci

Quest'ultimo dettaglio che mi dai (gli stessi seminari) è tremendo, e capisco che Stolzenburg non voglia compromettere quell'elemento che è ancora in suo potere e da cui dipende la tenuta della sua immagine interna di sé.

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