Lucio Magri ha scelto il suicidio assistito in Svizzera. Muore da uomo libero, perché anche decidere di togliersi la vita è affermare, in maniera estrema, la propria libertà. Curiosamente, Vittorio Feltri scrive oggi un editoriale insolitamente bello alla scelta di Lucio Magri, dove di lui scrive, tra l'altro: "Coerentemente con la sua sublime incoerenza, si è ribellato all'idea che togliersi la vita sia un sacrilegio. Ma quale sacrilegio? E' una scelta. Deprecabile? Deprecate, deprecate, però non negate a una persona responsabile, lucida e consapevole il diritto di porre fine alle proprie sofferenze". E conclude: "Non pietà, onore a Lucio Magri". Mi piacerebbe che le stesse parole Feltri le usasse per chi, meno famoso di Magri, sceglie di porre fine allo stesso modo al proprio dolore - in qualunque modo egli giudichi il livello di dolore per lui soggettivamente insopportabile -, invece di tacere o aizzare chi, nel suo campo politico di riferimento, questa libertà la nega ogni giorno. "Ciò che conta è poter scegliere", no?

L´onesta intellettuale di Feltri e´pari a quelle del mio criceto e spero di non fargli torto (al criceto si intende)
Posted by: Simone | 30/11/2011 at 11:30