A luglio saranno sette anni che conduco questa baracca e, come nel proverbiale detto cinese, ho visto parecchi cadaveri (di blog) passare nel fiume. Per ora resisto, con meno assiduità di un tempo, ma resisto. Ma non ho visto solo i cadaveri dei blog defunti, ho visto anche i "mutanti", ho visto soprattutto blog che sono stati usati come scaletta per ascendere a vette più alte. E potrei raccontare, come cantava un Battiato vintage, quant'è difficile restare calmo e indifferente mentre tutt'intorno fanno rumore. Qui dentro ci sono sempre stato io e basta, con tutte le mie contraddizioni, le mie nevrosi, i miei umori e i miei gusti personali. Il bello del blog individuale è che non è, appunto, una pubblicazione con una linea editoriale da rispettare, perciò mi permetto di non essere monotematico e di cambiare idea, di dare sfogo alle mie ubbie senza dover rendere conto a nessuno, neanche a un ipotetico lettore che, oltretutto, nemmeno mi paga l'abbonamento. Sono rimasto nel mio, per così dire, a curare il mio giardino e la mia casetta. Non ho cominciato con un blog per poi scrivere un libro, diventare commentatore di un quotidiano o blogger-in-residence di un rotocalco; non ho fondato un movimento politico né mi sono candidato a niente di niente. Men che meno ho pensato di fare la rivoluzione attraverso quattro scemenze scritte in rete o di salvare l'Italia dal baratro in cui sta precipitando grazie alle mie ricette colme di saggezza. Non ho nemmeno dato lezioni a nessuno su come si debba tenere un blog e mi sono guardato bene dall'imperversare nei blog altrui o nei forum con l'intento di raddrizzare le gambe ai cani quando a me sembravano storte. Ho fatto bene, ho fatto male? Non lo so, ma so che sto bene così, seduto davanti a questa mia baracca, sulla riva del fiume a guardare i cadaveri che passano. E mi diverto tanto in questo modo.

...ed è per tutto questo che ti mando un abbraccio forte e un augurio sincero per un FELICE ANNO NUOVO!
ciao vito
al 2011...
Posted by: vito | 30/12/2010 at 17:25
a noi piaci così....
Posted by: pio | 30/12/2010 at 19:02
Una sera di tre anni fa capitai per caso da queste parti e rimasi folgorata da un post che ricordo ancora molto bene fin nei dettagli: a catturarmi fu la tua assoluta spontaneità, combinata con la misura e la lucidità della scrittura. Da allora non ho mai smesso di visitare quotidianamente la tua baracca. Qualche volta mi metti soggezione tanto scrivi bene, spesso faccio tesoro delle tue recensioni, qualche volta ho la sensazione di conoscerti da sempre e qualche volta non posso fare a meno di leggere fra le righe e intuire anche ciò che non racconti. Poi ci sono le volte in cui faccio fatica a completare la lettura di un post, ci sono le volte in cui mi sorprendi - deludendomi - e le volte in cui chiudo la pagina sdegnata pensando che potrei toglierti il saluto. Se fossi sempre d'accordo con te, se i tuoi post fossero prevedibili, avrei già smesso di leggerti da un pezzo.
Credo di avertelo già detto in passato: la ragione per cui ti leggo fedelmente è la tua autenticità. Perciò grazie per questo tuo diario: per quanto gradevole o sgradevole, divertente, palloso o utile possa essere, mi auguro che tu continui ad aggiornarlo con assiduità. Un abbraccio anche da parte mia.
Posted by: fuchsia | 30/12/2010 at 22:50
Fuchsia, direi che hai lo spirito giusto nei confronti di questo diario online :)
Posted by: stefano | 30/12/2010 at 23:34
La tua imperturbabile longevità testimonia della bontà del tuo blog e fortuna per noi assidui lettori che sei rimasto sempre il calligrafo pungente e preciso della tua quotidianità.
Buon 2011, Stefano!
Posted by: ls | 31/12/2010 at 10:08
In questo blog si respira un'aria proustiana. Per me il tuo più bel post è stato quello dedicato a una passeggiata nel passato a Cremona e alla triste constatazione che di un certo mondo, se non erro l'appartamento di tua zia, non era rimasto nulla. Anche questa zia suona proustiana.
Posted by: GMR | 31/12/2010 at 13:30
In effetti sì, la zia era anche proustiana. Ma forse più dostoevskiana che proustiana. In ogni caso, l'aria è quella. Anch'io mi sento un po' Charlus, con qualche cinghiata in meno, però :)
Posted by: stefano | 31/12/2010 at 13:42
Stefano, da almeno tre anni il tuo blog è per me un appuntamento quotidiano. Voglio solo ringraziarti. So come vivi l'ultima notte dell'anno e non mi dilungo in Auguri: fai un buon 2011!
Posted by: medioman | 31/12/2010 at 14:12
io e mia figlia, anche senza pagare l'abbonamento, ti leggiamo regolarmente e nel 2010 leggeremo anche il libro di John Harding tradotto da te.
buon anno
Posted by: Arci | 31/12/2010 at 16:08
continua così, niente crisi del settimo anno, mi raccomando... auguri!
Posted by: rose | 31/12/2010 at 18:16
Anche io da qualche anno sono diventato tuo assiduo lettore e ti ringrazio per l'assoluta sincerità e lucidità di quanto scrivi, alieno da qualsiasi dogmatica e preconfezionata certezza. Tante volte riesci a stupirmi per la lucidità delle tue idee e per la bellezza insieme antica e moderna della tua prosa. Talora mi identifico totalmente nelle tue idee, nei tuoi umori, nella introspezione spietata della tua vita sentimentale; talora ne sono più distante, ma sempre avverto nelle tue parole una autenticità e una intelligenza che ti fa mio amico. Spero che tu continui ad aggiornare il tuo blog e rendere così meno solitario il mio cammino. Buon Anno!
Posted by: Ugo | 31/12/2010 at 21:51
E poi i diari di viaggo, le recensioni, i sogni, le conversazioni...
Una lettura chiara e profonda. Dunque avvincente. Anche - o forse soprattutto - nelle sporadiche quanto vistose divergenze.
Anch'io voto per la zia proustian-dostojevskiana. E per decine di altri momenti.
Posted by: Hans | 01/01/2011 at 11:15
La zia ce l'hai raccontata con toni proustiani. Che poi la zia avesse anche suoi tratti dostojevskiani, mi fido sulla parola ma non traspariva. Ma forse è bene lasciare da parte il demonico. Salutami Charlus.
Posted by: GMR | 02/01/2011 at 05:16
clap clap
(accidenti, i nostri blog sono quasi coetanei)
Posted by: aitan | 04/01/2011 at 12:38
siamo tutti piccoli ed infinitesimi essenti dentro l'ineluttabile flusso del tempo.
e raccontare e raccontarci è NECESSARIO
le tue riflessioni, poi, sono spesso illuminanti e pene di riflessi che le fanno scintillare
buon cammino lungo il 2011
Posted by: paolo ferrario | 05/01/2011 at 10:49
quanti ne ho visti anche io passare...
Posted by: madmath | 18/01/2011 at 10:40