Nel 1970 esce, negli Stati Uniti, un saggio sociologico che fa scalpore. L'autore è Laud Humphreys che, oltre a essere docente di sociologia, è anche pastore della Chiesa Episcopale. Il libro è Tearoom Trade. Impersonal Sex in Public Places. Occorre spiegare, a chi non lo sa, che nel gergo degli omosessuali americani "tearoom" non è tanto la sala da tè quanto il cesso pubblico - più o meno come lo è il "cottage" in Gran Bretagna, con la conseguente attività del "cottaging", che tanto disdoro ha provocato al povero George Michael - e il saggio di Humphreys è dedicato proprio al "sesso impersonale" in questo genere di luoghi pubblici. Niente di strepitoso, se il saggio consistesse solo in questo. Humphreys, invece, decide di compiere uno studio sul campo, per così dire, e di osservare in presa diretta quello che succede in un campione adeguatamente scelto di pisciatoi pubblici, situati per lo più nei parchi. Per farlo, però, deve dismettere gli abiti palesi dello studioso: se si fosse presentato in un cesso pubblico rivelando la sua vera identità e le sue intenzioni, non sarebbe accaduto nulla. Perché è proprio questo il principio del "cruising" in quei luoghi: siccome sono aperti a tutti per le normali funzioni fisiologiche, affinché vi avvenga altro occorre che in qualche modo si stabiliscano dei codici e dei comportamenti ben determinati i quali permettano di garantire una certa sicurezza ai partecipanti e ripristinare le apparenze in caso d'interruzione. Humphreys assume quindi uno dei ruoli possibili all'interno di questo microuniverso e diventa una "watchqueen", ovvero il voyeur che si diverte ad assistere agli atti sessuali compiuti dagli altri e, allo stesso tempo, a sorvegliare gli ingressi per avvertirli nel caso in cui si avvicini il nemico, per lo più consistente nelle forze dell'ordine o, anche, in minorenni o delinquenti.
Durante la sua indagine, condotta nella seconda metà degli anni sessanta, Humphreys non si limita soltanto ad assistere - come scrive - a centinaia di fellatio (perché è soprattutto questa l'attività prediletta nei bagni pubblici, oltre che la più semplice e quella per la quale è richiesta la minore preparazione ed è più facile ricomporsi in caso d'interruzione), ma, subito dopo essere uscito, registra su una serie di schede i movimenti che osserva. Un capitolo del saggio s'intitola "Patterns of Collective Action" - Modelli di azione collettiva - e descrive, come in una sorta di minuetto, i vari passi che caratterizzano il comportamento tipico di chi batte ai cessi pubblici. Humphreys li elenca così: avvicinamento, posizionamento, segnalazione, manovra, contrattazione, preliminari, ricompensa, sgombero del campo e - se è il caso - come vengono affrontate le intrusioni. A questo capitolo ne segue un altro dedicato invece ai "rischi del gioco" e a quanto ciascuno di essi pesa sull'attività stessa: retate della polizia, ricatti, ingresso di minorenni e delinquenti, malattie veneree.
L'indagine di Humphreys, però, sarebbe monca se si fermasse qui, a un livello puramente descrittivo. E infatti, leggendo queste pagine, si ha la sensazione lievemente spiazzante di essere degli entomologi che osservano dall'alto, a distanza di sicurezza, degli insetti in movimento. A Humphreys interessa sì studiare determinati comportamenti omosessuali (perché, attenzione, l'oggetto del saggio non è l'identità omosessuale), soprattutto di persone che non si definiscono necessariamente omosessuali, ma che amano certe pratiche possibili solo in luoghi che non richiedano un impegno eccessivo e in cui al limite si può sempre fingere di essere capitati per liberarsi la vescica. Insomma: è molto più semplice per un marito e padre di famiglia fermarsi un quarto d'ora, all'uscita dell'ufficio, in un cesso pubblico per farselo succhiare che non uscire la sera e recarsi in posti come una sauna o un bar gay nei quali entrare è invece già fare una sorta di dichiarazione d'intenti. A Humphreys preme quindi togliere quell'alone di "mostruosità" che aleggia intorno a queste persone e cercare di capire l'individuo che si nasconde dietro. Per farlo usa un trucco: prende nota delle targhe delle automobili parcheggiate davanti ai cessi, risale ai loro proprietari e, trascorso circa un anno, ne seleziona un gruppo e, grazie alla collaborazione di un collega di dipartimento, riesce ad aggiungerli al campione di un'altra inchiesta sociologica più "innocua" e tradizionale. In questo modo si presenta a loro, modificando un po' il suo aspetto e i suoi abiti per non essere riconosciuto, e li intervista sulla loro vita e sulle loro abitudini sessuali - e questo è possibile perché l'inchiesta riguarda anche questioni di salute. Nel libro riporta quindi alcuni di questi casi individuali, eliminando o modificando tutto ciò che renderebbe possibile il riconoscimento delle persone intervistate, e raggruppa così i frequentatori dei cessi pubblici in varie categorie. C'è il "trade", che in gergo indica l'uomo eterosessuale e sposato, spesso con un livello di istruzione medio-bassa, che - come scrive lo stesso Humphreys - magari non cerca "un contatto omosessuale in quanto tale, ma vogliono una forma di attività che produca orgasmo meno solitaria della masturbazione e meno coinvolgente di una relazione amorosa". Uomini che, invecchiando, difficilmente accettano di passare dal ruolo di "insertor" (ovvero chi se lo fa succhiare) a quello di "insertee" (ovvero chi lo succhia a un altro). Il secondo tipo è quello degli "ambisexuals", magari sposati, ma che non disdegnano il sesso con gli altri uomini in quanto tali. Molti di loro sono consapevoli di questa duplice preferenza ("Pensano a se stessi come bisessuali o ambosessuali e hanno intellettualizzato le loro tendenze devianti nei termini della pseudopsicologia della stampa popolare") e ne parlano tanto più volentieri quanto più è elevata la classe sociale alla quale appartengono. Il terzo tipo è quello dei "gay", ben consapevoli delle loro tendenze e preferenze, alcuni dei quali hanno anche relazioni stabili e che usano la visita al bagno pubblico come diversivo. Infine ci sono i "closet queens", che noi chiameremmo "velate", i quali non ammettono la loro omosessualità, vissuta con grandi sensi di colpa: per costoro, caratterizzati da "isolamento sociale", la visita ai cessi pubblici è l'unica forma di attività sessuale.
Il volume riporta, in chiusura, alcune testimonianze delle polemiche che il saggio di Humphreys suscitò al momento della pubblicazione: una ricerca di questo genere era una novità assoluta e qualcuno ha sostenuto che i metodi di Humphreys non fossero molto ortodossi e che per compiere questo studio avesse fatto ricorso all'inganno e avesse violato il diritto alla privacy degli individui coinvolti, andando quindi al di là del lecito.

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