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05/05/2010

Comments

aitan

Sia consentito anche a me un attacco di "autobiografismo". La prima edizione dei taccuini l'ho letta su consiglio di una mia amica che era professoressa di inglese della figlia della Ramondino all'Accademia Nazionale di Danza di Roma. A quei tempi praticavo molto la Germania anch'io. Di seguito ho letto anche Althenopis e Dadapolis, ed ho scoperto che mi piaceva anche il suo sguardo sulla mia città, e i ricordi di Ischia, Gaeta e luoghi spagnoli che pure mi sono molto vicini.
Quando la Ramondino è morta, un paio di anni fa, mi pareva che se ne stesse andando un'amica di famiglia, quasi una parente che senti molto vicina anche se non abita più qui.

stefano

Ti confesso che questo è l'unico suo libro che ho letto: ai tempi non sapevo nemmeno chi fosse Fabrizia Ramondino. Ora, dopo averlo letto (o ri-letto, in parte), mi è venuta voglia di leggere altro, in particolare proprio "Althénopis": dici che ne vale la pena?

aitan

Secondo me, Stefano, ne vale la pena. Io l'ho letto molto tempo fa, però ricordo la sensazione di star rivivendo la vita di una donna sensibile e intelligente che mostrava anche uno sguardo molto acuto su una Napoli poco ovvia e piuttosto sconosciuta. Interessante, sempre sulla mia città, anche Dadapolis, un lavoro di montaggio "copincollato" a quattro mani con uno scrittore tedesco (qualcuno mi ha detto che era quel lettore della mia università da molti ambito negli anni '80, ma non ne sono sicuro, anche perché, se si tratta di lui, io ricordo molto meglio la spagnola con cui lo incontravi dappertutto.)

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