"... Ma la vecchiaia concentra in sé tutte le infelicità possibili, comprese quelle dovute al commercio carnale con altri esseri umani e ai sentimenti di tenerezza delusi o repressi. È gloria e disonore nella medicina aver proiettato la durata della vita (dell' esserci, dice Heidegger) col suo bel carico di patologie specifiche e croniche, e di infelicità concentrate, oltre ogni limite accettabile per la ragione. La vita non è sopportabile oltre i limiti prescritti posti dalla salute del corpo e della mente, e invecchiare significa avvicinarsi sempre più, inesorabilmente, all' oltrepassamento di ogni sopportabilità di vivere..."
Uno straordinario Guido Ceronetti in un pezzo sulla vecchiaia, sull'invecchiare e sulla mania, tutta contemporanea, di prolungare la vita al di là di ogni limite tollerabile. Pubblicato sul Corriere della Sera del 30 aprile, lo ripesco e lo ripropongo oggi, per chi se lo fosse perso. Una goccia di saggezza nell'oceano di sciocchezze pubblicate dai quotidiani.

grazie per averlo segnalato, bellissimo.
potessi mai aggiungere una nota ad un pezzo di Ceronetti, mi pare che un'aggravante storica sia l'invenzione del Viagra.
dove la pillola contraccettiva al suo comparire e' stata criticata (e nella sua evoluzione, viene ancora oggi combattuta) forse per semplice misoginia, l'aiuto all'erezione maschile riceve solo il silenzio dell'approvazione.
ambedue sono aiuti provvidenziali, la prima nello slegare vita e destino delle donne dalla schiavitu' della riproduzione, il secondo ad ovviare gli effetti collaterali di altri medicinali o regalare felicita'.
ma quando vedo certi fauni della terza eta' mi preoccupo. la fine del senso di vecchiaia, l'annullamento delle differenze tra generazioni sconfina nella follia, e i nonni che diventano papi chulo assatanati, mi fanno immaginare a futuri ospizi con darkroom.
Posted by: Paolo, por supuesto | 16/05/2010 at 22:18
Piacevole sconfinamento nei territori reazionar-conservatori, a me graditi e viciniori. Perfino un tocco finale di "Dove andremo a finire?" Complimenti.
Posted by: GMR | 17/05/2010 at 14:29
si, ma quanti anni ha Ceronetti?
ah, si, tra poco 83 (fonte wilkipedia) e a parte l'inizio non ho ben capito dove voglia andare a parare con questo articolo, peraltro pieno di dottissime citazioni, as usual.
Se è contro l'accanimento terapeutico, cosa condivisibile, bastava dirlo, magari con toni meno narcisisticamente compiaciuti; la portata economica del problema poi non è solo determinata dal numero di vecchi ma dai bassi tassi di natalità nei paesi occidentali e quindi dalla sproporzione tra vecchi e giovani. Per fortuna ci sono gli immigrati che ci pagheranno la pensione, le cui madri già adesso, da badanti o da lavoratrici negli ospizi (scusate, volevo dire case protette) smerdano e cambiano il pannolone ai vecchi di adesso.
Posted by: pio | 17/05/2010 at 19:30
Pio, penso che Ceronetti volesse andare a parare in un pezzo dai toni volutamente "narcisisticamente compiaciuti". Non prenderei troppo sul serio i contenuti di questo suo divertimento de senectute.
Posted by: GMR | 18/05/2010 at 10:24
comunque, quoto malvino
;-)
Posted by: pio | 18/05/2010 at 19:46