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29/03/2010

Comments

Hans

Ha visto anche i successivi film di Bellocchio, BUONGIORNO, NOTTE e IL REGISTA DI MATRIMONI?
A mio giudizio costituiscono uno splendido trittico - visionario e sardonico, talora soave - sulle famiglie.

Famiglie di sangue, politiche, cinematografiche, terroristiche, ecclesiali, accomunate da un denominatore foriero della rovina italiana in un accrescersi di grottesco (la beatificazione di una madre stupida ed esaltata) e di tragico (il terrorismo): il corporativismo e l’arrivismo, le formule dogmatiche e vuote, la passione per la liturgia (processioni, sceneggiate, matrimoni, sfilate, confessioni, messe cantate, recite di cardinali untuosi e viscidi produttori).

Tutti questi tre film si chiudono con un gesto anarchico che frantuma gli schemi precostituiti, cambiando un destino che sembrava scritto. Accompagnare il proprio figlio a scuola (un gesto quotidiano e bellissimo) anziché a una cinica cerimonia religiosa, liberare un prigioniero contro ogni calcolo, fuggire da un matrimonio d’interesse per gettarsi nell’ignoto.

stefano

Ahimè no, non li ho ancora visti. Ma da come me li consiglia, mi è venuta voglia di rimediare!

Stefania

Ciao Stefano!
ricapito qui (periodicamente visito il tuo blog, da quando sono su aNobii) e sono molto contenta di trovare in apertura la recensione a un film che ho molto amato. Condivido ogni tua parola.
Se posso permettermi, @Hans, la liberazione di Moro in "Buongiorno, notte" è solo sognata. Dunque, il gesto anarchico all'interno di un'azione rivoluzionaria (che è volutamente un controsenso) rimane in potenza.
Un saluto e un sorriso

Hans

Certamente, è "solo" sognata. Non pensavo nulla di diverso.

Il gesto anarchico (la liberazione del prigioniero) è CONTRO l'azione che i brigatisti conducono credendola rivoluzionaria (mentre è solo omicida), non "all'interno" di essa.
La stupidità criminale della "famiglia" brigatista, con i suoi ruoli i suoi riti le sue formule e i suoi feticci, è oggetto del sarcasmo del regista, non della sua comprensione.
Il gesto sognato è un'alternativa radicale all'incubo della realtà.

Anche nell'ORA DI RELIGIONE e nel REGISTA DI MATRIMONI, l’inconscio, il sogno, l’aspirazione fantastica hanno la stessa corposità, e in alcune sequenze lo stesso statuto ontologico del reale (la distruzione del Vittoriano nel primo film, il primo incontro fra i protagonisti nel secondo).
Sogni, sogni di sogni, fantasticherie che diventano reali, l'ombra intricata del desiderio: l'invenzione narrativa può salvare la nostra vita, o quella del nostro Paese, spingendoci a uscire dalla strada senza sbocco nella quale siamo persi.

In BUONGIORNO, NOTTE, la brigatista dice “L’immaginazione non ha mai salvato nessuno”, e il personaggio del giovane scrittore (che si affida dunque alla narrazione/ricreazione della realtà) le replica “L’immaginazione è superiore alla realtà”.
Il sogno su cui BUONGIORNO NOTTE si chiude è l'invito a far sì che l’immaginazione diventi reale: la nostra salvezza sta nella debolezza della logica dello scmbio potere-morte, nella scelta di pericolosa libertà del protagonista de L'ORA DI RELIGIONE, nella forma di un sogno.

Mi scuso per la prolissità, e per l'eventuale fuor d'opera

persogiadisuo

bel film: davvero agghiacciante il ritratto della famiglia

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