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25/03/2010

Comments

rose

Ahahah, fantastico... se avevo avuto una vaga idea di andarci, l'hai stroncata (la frase su Cotroneo è da antologia). In effetti l'unico motivo per vedere il film che sento citato in giro è un certo vestito rosso indossato da Tilda Swinton... cosa sospetta. Ma neanche lei se la cava? È una delle mie attrici preferite, però in nome di personaggi controversi e maledetti fa anche dei film del cavolo.

stefano

No, secondo me lei è brava e, con il suo fascino algido, bene adatta al personaggio della russa milanesizzata e imborghesita.

fuchsia

Anche a me piace molto Tilda Swinton ma non so spiegarmi perché abbia scelto di produrre un film tanto demenziale.

Paolo, por supuesto

Commento senza leggere nulla a parte l'intro. Non so se andrò a vederlo, ma tu saresti capace di convincermi que no que no que no (e smettila!)
Anche perché adoro Tilda Swinton (ADORO).
E come libro "La Kryptonite nella Borsetta" di Cotroneo è bello.

grancolauro

Ho visto il film ieri e oggi, cercando commenti sul web, mi sono imbattutto nella tua recensione: è la peggiore che ho letto in assoluto. Per carità, al peggio non c'è mai fine, e il film non è certo perfetto. Ma si tratta comunque di un film molto intenso e coraggioso, peccato tu non te ne sia accorto.

stefano

"Intenso e coraggioso": esplicita, articola, argomenta, invece di lasciare uno schizzo.

Paolo, por supuesto

Trovo il film bellissimo. E scrivo adesso che l'ho visto (anzi ho letto il post per intero solo ora: mi sembrava inopportuno farlo prima di andare al cinema).

E' uno dei film più milanesi che io abbia mai visto, e cita buon cinema (ossia classici: Pasolini, Visconti, Greenaway e Jarman) con una ritmica di racconto, invece, assolutamente originale.
La dilatazione del tempo narrativo è molto interessante, e per me molto coinvolgente. Dà effetto straniante a un film sulle reticenze, l'ipocrisia, la negazione e il "rimando della vita" ossia il male di vivere in versione milanese.
Mi ha ricordato -in versione romanzata- l'ambiente che Marina Spada tratteggia in "Poesia che mi guardi", sulla vita della poetessa milanese Antonia Pozzi.

Stilisticamente è poi ineccepibile: nella scelta dello stile anni '30 per raccontare le origini di famiglie d'imprenditori che non hanno avuto vergogna di far affari con il regime fascisto. O nelle riprese delle città molto interessanti (con un paragone tra Londra e Milano che fa apparire più umana Londra!). O nella valorizzazione dei "tempi morti" (cieli, prati ecc) ...tutto quello che in altri film sarebbe "fuori campo", quasi a mettere in scena di cosa si riempiono le pause di una conversazione educata lombarda (citando in stile Jarman, e Tilda Swinton come coproduttore qualcosa significa). Oltretutto Tilda italo-russa è narrativamente più utile che italo-scozzese come avrebbe potuto risultare più prosicamente.

E' quel che Tom Ford avrebbe voluto fare, ma non è stato capace di fare. O Pappi Corsicato avrebbe voluto.

E davvero, non capisco il perché di tanto livore stroncatorio: non è una lobotomia contro la volontà del paziente!

Viola

Pessimo film, hai ragione su tutto. Tutto. Nessun coinvolgimento, personaggi senza alcuno spessore, sentimenti assenti, soprattutto quello del titolo!! La Swinton ama di più la domestica del cuoco.

Eleganti sono gli ambienti, non il film. Delbono è pessimo, sembra straniero lui...gli altri sono da saggio di scuola di teatro.

La Swinton è divina, ma secondo me sta recitando un altro film...con quella storia lei non c'entra nulla.

Molto meglio Tom Ford...

cecilia albertini

Hai scritto un'ottima e arguta recensione, dettagliata e hai sostenuto delle tesi convincenti ed efficaci. Se i registi e gli sceneggiatori (italiani) di oggi leggessero un po' più di recensioni come la tua, forse si deciderebbero a cambiare qualcosa nel loro lavoro, o forse a cambiare proprio lavoro.

ottimo il paragone con mine vaganti, un altro film davvero inutile, noioso, superficiale, banale e per nulla coinvolgente ma ovviamente sopravvalutato e lodato dal pubblico italiano. Mi piacerebbe tanto sapere perchè. Ma probabilmente è perchè c'era scamarcio che faceva il gay. BAH

ciao!

nicco

arrivo solo ora, mi ero letto stamani un elogio al regista sul fatto quotidiano e per curiosita' ho visto il film. accidenti a me, sono daccordo al demila per cento!
non hai commentato il personaggio indiano, quel coglionauta infarcito di banalita' globalizzate. e' il primo indiano che avrei ucciso, cosi' , solo per le cazzate che diceva. ah, Mine Vaganti in confronto e' un capolavoro.
saluti!

carla

sottoscrivo cento per cento mi sono molto divertita a leggere questa lunga ed esauriente recensione assai spiritosa e calzante;che mi conforta perchè mi sento sempre un pò interdetta quando un film(o libro) che non mi è piaciuto proprio per niente, come questo, piace ad altri o viene incensato dalla critica e sono contenta di trovare conferme. Anche a me non è piaciuto Mine Vaganti; bene anche per il coglionauta indiano ciao carla

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