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02/02/2010

Comments

Matthaei

Vale anche quando il popolo vota contro l'estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso?

Paolo, por supuesto

Conosci "La democrazia come forma di violenza" (Sellerio), scritto più di 2 millenni fa da un Anonimo Ateniese? Me lo consigliò al Liceo la Profe di Greco per criticare il mio giovanile comunismo; ed effettivamente mi ha trasformato in un socialista aristocratico (che forse è ciò che tu critichi).
Di tutti i sistemi di governo la democrazia è comunque, ancora, il "meno peggio". Anche quando i suoi esiti sono mostruosi, anche se la realtà diventa uno specchio deformante di quello in cui credi. Anche se guardi l'Italia d'oggi ti viene voglia di cambiare non il governo ma latitudine e longitudine.
Poi accendi il computer e te ne freghi, tanto siamo in democrazia...

stefano

@ matthaei: Nel momento in cui chiami degli elettori a esprimersi sei anche consapevole dei rischi che corri, mi pare. E' questo, per l'appunto, il "punto cieco" della democrazia diretta e referendaria. Ovviamente se la maggioranza degli italiani si esprimesse contro i matrimoni gay avrei semplicemente la conferma che la maggioranza degli italiani sono omofobi. Ma il punto della questione è proprio questo: ha un senso chiamare la popolazione a esprimersi direttamente o ci sono questioni che devono essere sottratte perché si ritiene che la maggioranza non è in grado di giudicare? O la maggioranza è in grado di giudicare solo se il suo giudizio corrisponde esattamente al nostro? Ricorda il caso del referendum sulla legge 40: abbiamo avuto la conferma che alla maggior parte degli italiani non importava niente della questione (e non, come poi ha propagandato la chiesa cattolica, che era contraria), tanto da non andare a votare. Su altre questioni troppo tecniche, invece, penso che sia davvero ridicolo invocare la "democrazia" diretta: la pletora di referendum promossi dai radicali negli anni novanta ne sono un esempio chiarissimo. Però, quando indici un referendum, poi ne accetti il risultato, gradito o sgradito che sia. Invece, qui, se il popolo vota "male" è perché o è bue per sua natura o perché i mezzi di comunicazione di massa gli han fatto il lavaggio del cervello; se invece vota "bene" è perché o è maturo o perché grazie a quei mezzi di comunicazione, che in altri casi lo plagiano, ha avuto tutte le informazioni utili e necessarie "a deliberare". Ecco, quello che mi dà fastidio è questo tipo di paternalismo. E più passa il tempo, meno lo sopporto.

@ paolo: No, non conosco quel testo, dovrò informarmi :) Sul fatto che però la democrazia, con tutti i suoi difetti, sia il meno peggio a nostra disposizione, io sono sempre stato d'accordo.

fabristol

Ma infatti quella odierna non è democrazia ma oclocrazia. Ne parlai qui:

http://fabristol.wordpress.com/2008/08/08/involuzione-oclocratica/

Matthaei

Certo cad, bisogna sempre tenere conto del fatto che il proprio punto di vista è sempre relativo, e non pensare che, se la maggioranza la pensa diversamente, sia per forza "vittima" di pregiudizi che noi crediamo di non avere o di pressioni dalle quali siamo immuni.
La realtà è che, in quelle che noi chiamiamo, convenzionalmente, "democrazie", c'è sempre una dialettica tra istanze diverse e contrastanti, e gruppi che ne sono promotori. E' per questo che una minoranza può avvalersi delle regole "democratiche" per snaturarne il senso e il significato e per indurre effetti contrari, oltre che allo spirito stesso della "democrazia", persino alle sue leggi.
In fondo, ad indire i referendum, sono sempre minoranze attive.

Lu

Apprezzo la tua lucidità nell'analizzare una questione così complessa. Una mia professoressa del liceo (dato che siamo in tema) sosteneva appunto che alcune scelte sono troppo delicate, o complicate, o importanti, per sottoporle al giudizio diretto della popolazione. Lei però si riferiva al referendum sulla 194, legge alla quale era contraria...

Nel momento in cui si decide che su alcune questioni è meglio non interpellare direttamente la popolazione, ovviamente sorge il problema di chi decide quali siano queste questioni su cui la maggioranza non è in grado di giudicare.

Il bello della democrazia rappresentativa è che in teoria i rappresentanti devono rispondere ai rappresentati e quindi assumersi la responsabilità delle proprie scelte istituzionali. In teoria, eh.

D.

Insofferenza più che comprensibile, soprattutto nei confronti di un paternalismo che ci vuole tutti idioti. Però permettimi: a fronte di quanto dici, dovremmo accettare la "tirannia della maggioranza" soltanto perchè si tratta della maggioranza? A me (sottolineo: a me) pare evidente che anche la democrazia deve avere dei limiti: ci sono dei tabù anche in democrazia. Non si possono accettare idee che istighino alla violenza o alla discriminazione perchè i più lo hanno voluto. Così non si può imporre il cattolicesimo come religione perchè "i cattolici nel mondo sono un miliardo e duecento milioni" (esempio tratto da un'esperienza personale, come se il numero fosse misura della verità), nè si possono ammettere movimenti totalitari, razzisti e violenti per la ragione che questi stessi movimenti minano le fondamenta stesse della democrazia. Questo per dire che credo non si possa accettare qualsiasi cosa perchè "sei consapevole dei rischi che corri"...
Un saluto,

D.

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