Ci sono alcune cose che, durante questi giorni in Inghilterra, non smettono di incuriosirmi. Provo a farne un breve elenco:
- non capisco perche' si debba mostrare il biglietto all'uscita delle stazioni ferroviarie (passando cioe' dalla zona dei binari alla stazione vera e propria), quando i controllori sono solitamente gia' molto solerti in treno. Questa faccenda mi manda puntualmente in bestia, perche', avendo un biglietto "aperto" e di formato diverso rispetto ai biglietti arancioni piccoli con la banda magnetica delle ferrovie britanniche, ogni volta mi tocca fermarmi, ravanare nello zaino, tirarlo fuori, mostrarlo e poi ripetere l'identica procedura dopo.
- questa non so se sia una "legge", ma mi e' capitato a Birmingham. Tornando assetato dalla piscina e diretto in centro, mi sono fermato al primo negozietto "off license" che ho incontrato (era domenica). Li' - sommo gaudio - ho trovato una bottiglia del mio prelibato "Malztrunk", che solitamente bevevo a Berlino. Solo che il Malztrunk e' in una bottiglia di vetro con tappo a corona. Chiedo al cassiere se me lo puo' aprire. Lui, con il panico nello sguardo, mi dice che no, e' vietatissimo e che se lo vede il manager attraverso le telecamere nel negozio lui perde il lavoro. Eh, la madonna, penso... Gli dico che se non me la apre io non posso berla ne' comprarla (sottinteso: mica la apro coi denti). Allora, con fare circospetto e con una serie di sotterfugi, me la apre al riparo dall'occhio indiscreto dell'obiettivo.
- il taglio massimo delle banconote inglesi e' di cinquanta sterline, al cambio attuale circa sessanta euro. Non mi sembra una cifra imponente. Eppure e' molto difficile spenderle e piu' di una volta me le hanno rifiutate, tanto che, per esempio, il tassista a Bournemouth l'ho avvisato in anticipo. Ha fatto una faccia come se gli avessi detto che volevo mandare sua sorella a battere il marciapiede, ma poi, quando ho precisato che avevo anche una banconota da dieci sterline, mi ha detto che bastavano e avanzavano per dove dovevo andare. Ma se e' impossibile spenderle, perche' le stampano? La prossima volta che le rifiutano diro' alla banca d'Inghilterra di incorniciarmele per ricordo. (A Bournemouth sono andato all'ufficio cambi per farmi cambiare cento sterline in tagli piu' piccoli).
- dicono che quest'estate, qui in Inghilterra, c'e' stata una "heatwave", un'ondata di calore. Se c'e' stata, io non me ne sono accorto, o forse se n'e' andata via prima che arrivassi io perche' non voleva disturbarmi. C'e', invece, il solito tempo orribile inglese (anzi, a volte mi e' capitato di avere tempo migliore). Ecco, questo per dire che non riesco a capire per quale ragione gli inglesi debbano fare gli americani e accendere l'aria condizionata nei negozi e nei locali pubblici. Forse per mantenere la temperatura costante? Fa freddo fuori e dunque deve fare freddo anche dentro? Misteri inglesi.
- non capisco perche' si debba mostrare il biglietto all'uscita delle stazioni ferroviarie (passando cioe' dalla zona dei binari alla stazione vera e propria), quando i controllori sono solitamente gia' molto solerti in treno. Questa faccenda mi manda puntualmente in bestia, perche', avendo un biglietto "aperto" e di formato diverso rispetto ai biglietti arancioni piccoli con la banda magnetica delle ferrovie britanniche, ogni volta mi tocca fermarmi, ravanare nello zaino, tirarlo fuori, mostrarlo e poi ripetere l'identica procedura dopo.
- questa non so se sia una "legge", ma mi e' capitato a Birmingham. Tornando assetato dalla piscina e diretto in centro, mi sono fermato al primo negozietto "off license" che ho incontrato (era domenica). Li' - sommo gaudio - ho trovato una bottiglia del mio prelibato "Malztrunk", che solitamente bevevo a Berlino. Solo che il Malztrunk e' in una bottiglia di vetro con tappo a corona. Chiedo al cassiere se me lo puo' aprire. Lui, con il panico nello sguardo, mi dice che no, e' vietatissimo e che se lo vede il manager attraverso le telecamere nel negozio lui perde il lavoro. Eh, la madonna, penso... Gli dico che se non me la apre io non posso berla ne' comprarla (sottinteso: mica la apro coi denti). Allora, con fare circospetto e con una serie di sotterfugi, me la apre al riparo dall'occhio indiscreto dell'obiettivo.
- il taglio massimo delle banconote inglesi e' di cinquanta sterline, al cambio attuale circa sessanta euro. Non mi sembra una cifra imponente. Eppure e' molto difficile spenderle e piu' di una volta me le hanno rifiutate, tanto che, per esempio, il tassista a Bournemouth l'ho avvisato in anticipo. Ha fatto una faccia come se gli avessi detto che volevo mandare sua sorella a battere il marciapiede, ma poi, quando ho precisato che avevo anche una banconota da dieci sterline, mi ha detto che bastavano e avanzavano per dove dovevo andare. Ma se e' impossibile spenderle, perche' le stampano? La prossima volta che le rifiutano diro' alla banca d'Inghilterra di incorniciarmele per ricordo. (A Bournemouth sono andato all'ufficio cambi per farmi cambiare cento sterline in tagli piu' piccoli).
- dicono che quest'estate, qui in Inghilterra, c'e' stata una "heatwave", un'ondata di calore. Se c'e' stata, io non me ne sono accorto, o forse se n'e' andata via prima che arrivassi io perche' non voleva disturbarmi. C'e', invece, il solito tempo orribile inglese (anzi, a volte mi e' capitato di avere tempo migliore). Ecco, questo per dire che non riesco a capire per quale ragione gli inglesi debbano fare gli americani e accendere l'aria condizionata nei negozi e nei locali pubblici. Forse per mantenere la temperatura costante? Fa freddo fuori e dunque deve fare freddo anche dentro? Misteri inglesi.




Ma il panico da "swine flu" è una mistificazione come la "heatwave" o c'è davvero?
Posted by: fuchsia | 19/07/2009 at 22:32
prova a pagare un taxi con 500 euro e poi chiediti perché li stampano :-)
Posted by: suibhne | 20/07/2009 at 01:09
In ogni luogo del mondo si trovano cose sconcertanti. L'ultimo punto però è veramente qualcosa su cui riflettere, specialmente noi italiani. :)
Posted by: neurobi | 20/07/2009 at 09:26