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27/05/2009

Comments

Alba Parietti

Ecco, e adesso a chi devo credere? Qui ho trovato una critica entusiasta ed entusiasmante http://www.latelanera.com/cinema/recensioni/recensione.asp?id=569
Ma del von Trier non è che mi fidi gran che, (mi è piaciuto solo The Kingdom, mentre Le Onde del Destino e Dancer in the Dark per niente) quindi mi sa che passo.

stefano

Come, a chi devi credere? Ma che domande fai! :D

Lenny Nero

Premesso che ho pure segnalato la tua recensione, perchè rispetto il pensare critico quando emerge, quanto mi urta il criticismo a priori, ovviamente non condivido una sola riga!:)
Il film è urlato, imperfetto, a-logico, procede come un sogno da abuso di lorazepam, ma la tecnica esibita, l'uso del sonoro certosino e ricercato, i riferimenti a Bergman, il voler suggerire per immagini, più che per parole, l'evidente esigenza di Von Trier di trovare un modo per sfogarsi, per comunicare una tensione emotiva, mi hanno colpito. Io e il mio ragazzo siamo rimasti senza fiato per tutto il tempo, ipnotizzati, alla fine non volevamo staccarci dallo schermo, impressionati da come fosse stata rappresentata l'impossibilità del controllo del dolore e dell'odio interiorizzato, del come l'illogicità degli eventi rispondesse a una precisa logica interna. E non nego certo eccessi o comico involontario, ma questa botta di personalismo d'autore mi ha scosso come non mi capitava da tempo. Forse l'apprezzamento dipende anche da quanto si riesce a immergersi in quella melma psicologica così torbida e senza pudore. Se si resta distanti il film risulta totalmente assurdo e inutile. A me ha emozionato su più livelli, proprio perchè così sporco e lucidamente folle, e fosse già solo per questo lo promuovo a pieni voti.
Forse dovrei preoccuparmi per essere entrato profondamente in sintonia con un certo immaginario e sentire, ma me ne frego, non ci tengo a essere sano di mente.
E' un film sull'inconscio che agisce a livello inconscio. Se non ti arriva non può che schifarti e farti ridere. Per cui o lo consideri un delirio d'autore o un concentrato di kitsch. Per ora ho sentito solo opinioni totalmente divergenti. Non vorrei rischiare di prendermi una badilata di insulti, ma potrebbe diventare l'Ultimo tango a Parigi degli anni 2000. Invecchierà malissimo, ma al momento non riuscireri a concepire una regia differente.

pio

in dancer in the dark quando finalmente la impiccano ho gridato un liberatorio: evvai!!!!

Lu

Ero tentato, ma ora che mi hai rivelato tutte le scene più belle andarlo a vedere sarebbe inutile! ;-)

nicoletta

Il mio commento prescinde dal giudizio sul film che,a mio avviso, è interessante per molti aspetti quanto discutibile, ma è piuttosto rivolto all'autore dell'articolo perchè la recensione che ho letto mi ha divertita molto. Grazie: troppo poco spesso ci imbattiamo in una sagace ironia come quella che hai dimostrato avere.
Nicoletta

Los

il film secondo me tutto sommato funziona. le tematiche sono potenti e per quanto strapresenti nella letteratura, nell'arte o nella filosofia non lo sono allo stesso livello nel cinema quindi a mio parere per quanto filosoficamente scontate cinematograficamente ci stanno. Ci sono cadute di stile, scene che sucitano comicità involontaria (la volpe parlante è chiaramente in prima fila). Il finale è ambiguo suscettibile ad almeno due diverse interpretazioni come dici bene tu.

Non concordo con una lettura in chiave progressita dell'auto-demonizzazione della protagonista dovuta a secoli e secoli di cristianesimo . . come se in epoca greco-romana la donna se la passasse meglio. il femmineo è sempre stato tendenzialmente demonizzato e non solo dalle religioni monoteistiche. è probabilmente una questione molto più arcaica di quanti si pensi e tutto sommato (forse è questo che il film ci dice) non del tutto superabile storicamente.

In iogni caso una tematica così potente meritava forse meno cadute di stile e tutto sommato meno superficialità. Voto personale: 6/7

Alessandro Chalambalakis

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