Le infamie di ieri

Manifesto per l'eguaglianza dei diritti

Supporting Israel


Become a Fan

« Amori a prima vista: Michiel Huisman | Main | Canaglie infami »

06/03/2009

Comments

Davey

In linea di massima, in linea teorica, il discorso non fa una piega. Ci possiamo impegnare, ma dalle parole (da queste parole) ai fatti ci passa un mondo.

Effettivamente a lungo andare è logorante. Quando ti vedi con il tuo fidanzato, magari passi un pomeriggio assieme a lui camminando per qualche città, deve arrivare la sera quando rientri in casa o quando sali in macchina perchè tu possa abbracciarlo e, oltremodo, baciarlo.

Ma, ammettiamolo, è difficile agire in controtendenza. Non mi va di dare spettacolo, non mi va di essere insultato, non mi va di essere deriso. Io, quando amo, voglio (anche) tranquillità. Pensiamo alla realtà. Non voglio passare la mia vita, le mie giornate a lottare.

Io sono orgoglioso di essere gay tanto quanto un etero è orgoglioso di essere etero. Non mi interessa essere "orgoglioso", voglio essere felice. Io mi sono accettato fin da subito, ho avuto ben pochi problemi dentro di me, fortunatamente.

Il problema è che (e lo diceva Simone De Beauvoir) un individuo tenuto in stato di inferiorità è, di fatto, inferiore. Dove si deve considerare l'è in senso dinamico di "essere divenuto", "essere stato fatto"; il problema è sapere se questo stato di cose deve perpetuarsi.
Lo so, sta anche a me. E tento di fare il possibile. Ma che fatica...

The comments to this entry are closed.