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Le infamie di ieri

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08/01/2009

Comments

ho letto solo le prime righe perché sono di fretta ma volevo dirti che i commenti ci sono ancora eh:)

poi leggo con calma

Applausi scroscianti da parte mia! Se il concetto di società ha un senso, tutta la tua analisi è perfetta.

@ yoshi: ma dove? li hai nascosti bene, eh, vecchio birbante :P

Se non siamo in grado di attuare una sana società anarchica e non violenta, la scuola pubblica mi pare il male minore.

Sono contento che tu abbia sottolineato che
"...non [si] impedisce a nessuna famiglia di offrire *qualcosa in più* ai propri figli".

Spesso sono le famiglie ad impedirselo.

Be pero' converrai con me che anche l'aver dato allo Stato i propri figli ha comportato in passato dei problemini non tanto piacevoli. Ricordiamoci che gli stati totalitari hanno usato la scuola pubblica per inculcare le loro ideologie. Forse se molte famiglie nei periodi piu' bui del nostro passato avessero avuto la possiblita' di educare i pargoli a casa il fascismo non avrebbe avuto cosi' tanto successo. E pensa ad un futuro in cui la chiesa cattolica possa prendere controllo dell'educazione pubblica in italia? Cosa succederebbe? Non e' un'ipotesi cosi' peregrina e lontana. Noi laici, liberi pensatori, diversamenti credenti potremmo avere uno sfogo nell'educazione a casa dei nostri bambini ed evitare l'estinzione delle nostre idee e valori.
Perche' non un sistema misto? Io non sono per l'abolizione della scuola pubblica perche' considero l'istruzione un diritto per tutti, ma che male c'e' ad affiancarla alla possibilita' di poter istruire i propri figli a casa?
tanto le percentuali sarebbero comunque bassissime perche' la maggior parte dei genitori lavorano e per forza di cose devono mandarli a scuola.

"attuare una sana società anarchica" mi pare davvero un triplo salto mortale con avvitamento, sia sul piano logico che lessicale, in cui quanto meno "società" e "anarchica" sono antinomie; ciò detto oramai stefano è il mio blogger di riferimento.
;-)

Il mio post era prima di tutto una boutade. Poi vorrei precisare che io non penso ASSOLUTAMENTE che i figli siano proprietà dei genitori...ma men che meno dello Stato.
Quello che dici sull'incontro con il "diverso" può essere anche vero, ma io prendo sempre il mio caso personale: a me la scuola pubblica non ha dato niente, anzi, sono sicuro che se fossi andato in una delle scuole private da me auspicate o avessi avuto dei tutor, avrei potuto raggiungere risultati più alti.

Be', il tuo post l'ho usato a pretesto: mi è tornato in mente leggendo questo articolo sullo "Spiegel" e l'ho preso ad "aggancio".
Detto questo, non sono contrario alla scuola privata, bada bene, purché i programmi siano quelli statali e, soprattutto, non sia finanziata dallo stato. Diverso è il discorso per il tutoraggio privato.

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