Mi ero ripromesso di non tornarci più sopra, almeno per il momento, ma tant'è. Dopo che avevo moderatamente gioito per la vittoria di Obama negli Stati Uniti, qualcuno mi ha fatto notare che però, intanto, al referendum sulla "Prop 8", hanno vinto quelli che vogliono vedere abrogati i matrimoni gay introdotti dallo stato della California. A questo proposito sono assolutamente d'accordo con quanto scrive lui: "Qualcuno dirà che sono un radicale se penso che il matrimonio gay, in una società civile che si rispetti, non dovrebbe nemmeno essere oggetto di consultazione popolare, su certi temi non si vota. Cosa pensereste se in uno stato democratico si indicesse un referendum che propone l'abrogazione della democrazia, non vi starebbe bene, eh?". Trovo infatti scandaloso, a dir poco, che una maggioranza si arroghi la facoltà di stabilire che gli appartenenti a una determinata minoranza non devono avere un certo diritto, nella fattispecie il diritto a sposare la persona che hanno scelto come partner e solo perché questa persona è dello stesso sesso. Che cosa diremmo, infatti, se domani indicessimo un referendum per stabilire che - per esempio - le donne non devono più votare, gli ebrei non possono possedere terreni o che i matrimoni devono avvenire solo tra persone della stessa etnia? Se la maggioranza decidesse che queste tre proposte assurde sono accettabili e in qualche modo riuscisse a tirar fuori qualche argomento pseudo-razionale per sostenerle, allora chi ne è colpito dovrebbe accettare il responso in nome di un malinteso senso di democrazia? E' assurdo il solo pensarlo. Eppure è quello che è accaduto con questo referendum in California: milioni di persone che votano per negare un diritto ad altre persone, che sono in minoranza (e trascurando persino il fatto che ci sono già diciottomila coppie gay e lesbiche che si sono sposate: i loro matrimoni dovranno essere annullati?).
Prima che qualcuno replichi aggiungo subito che so qual è l'argomentazione usata da chi avversa i matrimoni gay, negando che sposare una persona del proprio sesso possa essere un diritto degli omosessuali: se lo stato garantisce certi privilegi e certe tutele alle coppie (eterosessuali) sposate è perché considera la loro unione utile alla società tutta e, infine, per garantire certi diritti automatici ai figli e bla bla bla. Detto questo, per negare ai gay il diritto di sposare la persona di loro scelta - che, dato il loro orientamento, è una persona dello stesso sesso - bisogna dimostrare in primo luogo che un'unione stabile tra due persone dello stesso sesso non abbia alcuna utilità sociale. E questo è già arduo, se non compiendo qualche disonesta capriola intellettuale. In secondo luogo, se si rafforza la pseudo-argomentazione citata sopra tirando in ballo i figli, bisogna essere tanto coerenti da dichiarare che allora dovrebbero essere inammissibili anche i matrimoni senza progenie: si neghi allora la possibilità di sposarsi alle coppie sterili, alle donne in menopausa, agli anziani. Anzi, meglio ancora: perché non introdurre il matrimonio a scadenza, il matrimonio con un "periodo di prova" entro il quale la coppia è obbligata a riprodursi, perché altrimenti l'istituto diventa automaticamente nullo? Eppure seguendo questa linea aberrante di ragionamento, questa è la conseguenza logica più ovvia.
Il punto è un altro. Il matrimonio, così come lo conosciamo oggi in gran parte delle società occidentali, è un prodotto culturale ed è il risultato di un determinato contesto storico. Non ha nulla di intrinseco che gli imponga di essere così e non in altro modo. Se le circostanze storiche cambiano, può dunque cambiare anche la forma del matrimonio. E se oggi sempre più persone dello stesso sesso progettano una vita di coppia duratura, la cosa più ragionevole è consentire loro l'accesso allo stesso istituto giuridico a cui accedono gli eterosessuali. Inutile dire che non c'è discriminazione perché gli omosessuali, in teoria, potrebbero sposare... una persona dell'altro sesso, quando l'investimento affettivo è rivolto a una persona dello stesso sesso: sarebbe come chiedere a un eterosessuale di avere relazioni omosessuali quando questo non ne ha nessuna intenzione. Se il matrimonio c'è, una coppia deve potervi accedere in base alle proprie caratteristiche personali e non perché soddisfa un requisito astratto di eterosessualità. Che diritto è un diritto che ti viene garantito se... diventi un altro? Una forma di oppressione della maggioranza su una minoranza, anche quando indossa le vesti della democrazia formale, come è avvenuto con il referendum californiano sulla Prop 8.

Qualche ora fa, ascoltando distrattamente la radio in auto, mi sono imbattuta in una trasmissione che coinvolgeva gli ascoltatori in diretta proprio su questo argomento. Ho avuto modo di ascoltare solo un paio di interventi e in entrambi i casi, alla domanda del conduttore "puoi dirci perchè sei contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso?" non ha fatto seguito una risposta sensata. Sollecitato dal conduttore che insisteva per ottenere spiegazioni, un ascoltatore ha semplicemente detto "Perchè no, insomma, perchè non si deve fare". L'altro è piombato nel silenzio.
Evidentemente l'ignoranza dilaga al punto da ridurre le persone all'afasia. Per il resto sottoscrivo tutto quello che hai espresso con la consueta efficacia e chiarezza.
Posted by: fuchsia | 07/11/2008 at 22:02
Questo 4 novembre si è realizzata la peggiori paura di Alexis de Tocqueville che in "La democrazia in America" metteva in guardia dai pericoli della dittatura della maggioranza. Io sono sempre stato dell'idea che i meccanismi democratici devono essere temperati da una buona dose di liberalismo per non essere pericolosi.
Posted by: yurigu | 07/11/2008 at 22:38
che dire, concordo su tutto.
Posted by: Fabristol | 08/11/2008 at 01:37
Pafrasando George Carlin: i diritti o sono universali oppure non sono diritti, sono privilegi.
Ieri mattina su RaiTre hanno parlato anche di questo: il tizio (non ricordo il nome) che gongolava per il risultato del referendum sulla Prop 8 ha elencato tra i tanti motivi per cui due persone dello stesso sesso non dovrebbero sposarsi anche quello economico: lo Stato non può permettersi di queste "improduttive stranezze" (non ha usato questi termini ma ho provato a renderne il senso). A quando, allora l'eliminazione degli invalidi, degli anziani, dei "pazzi", e così via?
Posted by: d-K | 08/11/2008 at 10:05
Ma una legge che riguarda i matrimoni gay in America è possibile proporla a livello federale, ovvero con l'approvazione del Presidente e del Congresso, oppure su questo argomento devono decidere autonomamente i singoli stati?
E poi in questo caso della California non ho capito una cosa: un/a cittadino/a americano/a che vive in Alabama avrebbe potuto sposarsi con il/la suo/a compagno/a in California? Se la risposta è sì mi domando se l'approvazione del matrimonio gay in un unico stato non implichi la possibilità per tutti i cittadini americani di contrarre un matrimonio gay; e allora che senso ha chiamare al referendum solo i californiani per quello che è un diritto per tutti gli americani?
Se la risposta è no, come è probabile, non si pone un paradossale problema di discriminazione? Se hai la cittadinanza in California ti sposi, sennò cavoli tuoi...
Posted by: Matthew Hopkins | 08/11/2008 at 10:31
@Matthew Hopkins
La legislazione inerente questioni di carattere famigliare è di competenza dei singoli stati; lo stato federale non deve intervenire in questi casi, come dimostra l'estrema difficoltà (ed il fallimento) nel far passare l'idea di intervento nel caso recente di Terry Schiavo o le parole pronunciate al vento dal presidente Bush riguardo ad un ipotetico emendamento a protezione del matrimonio tradizionale.
Sta di fatto che, qualunque cosa decida uno stato in fatto di matrimonio tra coniugi dello stesso sesso, a livello federale questo non ha alcun effetto poiché il cosiddetto Defense of Marriage Act, approvato nel 1996 durante la prima amministrazione Clinton e palesemente in odore di incostituzionalità, garantisce il diritto ai singoli stati di non riconoscere matrimoni tra coniugi dello stesso sesso celebrati secondo la legislazione di altri stati. Di fatto un matrimonio gay celebrato in California o in Massachusetts non avrebbe mai valore in gran parte degli altri stati della federazione.
Posted by: lascar | 08/11/2008 at 20:50
Matthew, sì in California si potevano sposare anche i cittadini di altri stati, ma la loro unione era valida solo laddove veniva riconosciuta, come in Massachusetts e Connecticut (dove si celebrano matrimoni gay) o nello stato di New York che ha deciso grazie al suo governatore di registrare le nozze celebrate altrove.
comunque, in genere questo referendum è incostituzionale, dal momento che non elimina un istituto o un contratto (il matrimonio), ma semplicemente esclude da esso una parte di popolazione.
non mi indignerei se la Corte Suprema bocciasse questo risultato. e in ogni caso, 8 anni fa (nel 2000) il 60% aveva detto No al matrimonio gay, adesso solo il 52% con i giovani nettamente a favore.
è solo questione di tempo
Posted by: aelred | 08/11/2008 at 23:01
Quoto Yoshi.
Sono contrario al matrimonio in generale come riconoscimento da parte dello stato. A mio avviso il matrimonio dovrebbe essere solo un contratto di tipo privatistico senza oneri e privilegi di welfare.
Cio non vuol dire che io non voglia sposarmi, perchè per me l’unico matrimonio che ha senso è quello religioso depurato da tutte le conseguenze civili.
Posted by: porcamadonna | 09/11/2008 at 18:26
Sì, sono d'accordissimo con tutto ciò che dici nel post.
Faccio solo notare che in ogni caso, visto che al referendum ormai si è andati, la situazione non è così drammatica come appare in un primo momento.
Nel 2000, referendum analogo, i favorevoli al bando contro i gay furono il 61%, stavolta il 52% e la grande maggioranza dei discriminatori è nella classe d'età più avanzata, mentre i più egalitari sono nelle classi più giovani.
Questo significa che già tra due o tre anni il risultato dello stesso referendum potrà essere sovvertito.
Posted by: Anellino | 10/11/2008 at 08:51
Oh, nel frattempo il matrimonio per coppie dello stesso sesso sta per essere introdotto in Svezia, dove governano i Conservatori.
Posted by: Anellino | 10/11/2008 at 08:53
Cio non vuol dire che io non voglia sposarmi, perchè per me l’unico matrimonio che ha senso è quello religioso depurato da tutte le conseguenze civili.
Essendio io non cristiano, pertanto, non ritengo sensato alcun matrimonio :D
Ed io, personalmente, non ritengo nemmeno concepibile l'idea di sposarmi.
Giusto per precisare.
Posted by: porcamadonna | 10/11/2008 at 09:59