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26/09/2008

Comments

fuchsia

A volte il malessere psichico è così forte da offuscare anche la proiezione della mente "alla meta stabilita". In questi casi mi costringo sempre a pensare che non raggiungere la meta non mi farebbe comunque stare meglio, dunque tanto vale darsi una mossa. Di solito è la mossa vincente.

Ulrich

Una disamina chirurgica del tuo stato d'animo.
Spietatamente logica come altre volte.Mi chiedo però se serva a qualcosa se non ad alimentare una spirale quantomeno insidiosa.Un lavorio cerebrale che a poco a poco ,diventa sempre più invasivo, almeno per me.Le cause? Piccole delusioni,monotonia del quotidiano,il non avere o almeno pensare di non avere una prospettiva come quella che si immaginava a vent'anni.Tutto ciò è sintomatico forse di un passaggio o dell'autunno (metereologico) che incede!La volontà è un muscolo che deve essere esercitato ma il modo che hai indicato per uscirne è energeticamente a " perdere ".Non tutta l'energia si trasforma in lavoro,inevitabilmente una parte viene dissipata.La soluzione almeno per me è un cambiamento drastico,aprirsi agli altri ,ritrovare il contatto con una natura di cui sentirsi parte.Anche questa volta ,hai colto nel segno,le tue parole ,sorvolando qualche "menata" relativista potrebbero essere le mie,o almeno così penso!forse siamo un pò troppo cerebrali?

Asa_Ashel

A volte sarebbe sano coltivare anche la capacità di dimenticare , non in un modo permanente ma temporaneo , sono comunque convinto che fino a quando ci soffermiamo ad osservare questi nostri comportamenti siamo ancora in un punto della strada da cui possiamo cambiare percorso .
E' quando si diventa apatici a tutto, anche ai propri pensieri che smettiamo di sentirci vivi .

porcamadonna

Grazie. La tua introspezione mi ha sollecitato ad una auto-analisi di certi comportamenti in cui mi sto crogiolando e se non altro mi ha donato un punto di vista esterno e differente.

Silvia

..sono scooncertata da ciò che leggo perché incarna sotto tutti i punti di vista la mia situazione. Ma mi trovo in alto mare, mi trovo senza un appiglio per la risalita, piango spesso e mi critico per la situazione in cui sono. Può anche non esserci una via d'uscita? Se non si ha più la forza di fare niente come trovare al forza di fare qualcosa?

Il Capitano Nemo

soffro di questo problema da non so più quanti anni, ho la sensazione che la cosa si sia amplificata sempre più nel tempo e spero che leggendo i vostri commenti e altre documentazioni sulla rete riesca a riprendere il controllo della nave: immaginare di essere il capitano dietro al timone...

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