Ovviamente del cattolicesimo, del cristianesimo e della chiesa non gliene frega niente a chi governa e si dichiara campione della religione e pronto a difenderne i princìpi a spada tratta contro le pretese di quei senzadio dei "laicisti". Gli interventi della chiesa vengono recepiti solo quando servono a confermare un pregiudizio già preesistente. Il caso più clamoroso è, fino a oggi, quello dell'approvazione di qualsiasi misura a favore degli omosessuali, che si tratti di una "semplice" normativa che punisca l'omofobia - bocciata, con il precedente governo, per opera dei teodem - o della legge per approvare le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ha ragione chi diceva e dice che il problema non erano vertici vaticani, che fanno banalmente - e con successo, a giudicare dai risultati - il loro sporco mestiere (perché una struttura di potere, quale è il vaticano, tende a conservare e, dove è possibile, ad accrescere il proprio potere e non si suicida volontariamente per fare un favore ai suoi avversari), bensì tutti quei politici che si trasformavano in cinghia di trasmissione dei desiderata ecclesiastici senza opporre alcuna resistenza. Se avessero voluto, avrebbero potuto frenare i tentativi di ingerenza vaticana - i tentativi, cioè, di imporre a tutti i cittadini delle regole valide solo per gli adepti di una religione -, esattamente come è stato fatto in Spagna: anche lì la chiesa ci ha provato, ma si è scontrata con il no dei governanti. In Italia non si può dire di no alla chiesa cattolica - o almeno così sembrava. E invece non è così: in questi ultimi giorni qualcosa lo ha dimostrato, se ce n'era ancora bisogno. Il governo del Caimano propone di prendere le impronte ai minori rom e il fronte cattolico critica aspramente il governo. Famiglia Cristiana definisce questa misura una "proposta indecente" e pubblica un editoriale di fuoco in cui critica ferocemente la maggioranza. Se questi politici - che, per l'appunto, si riempiono la bocca di cristianesimo tutte le volte che gli fa comodo - fossero davvero succubi della chiesa e fossero davvero i difensori della fede (e dei valori, delle tradizioni e di tutto il blablabla cristiano) che dicono di essere, farebbero subito marcia indietro e si cospargerebbero il capo di cenere. Invece Maroni taglia corto e dichiara che "il censimento [...] è ineludibile" e che, di fatto, se ne sbatte altamente delle critiche della chiesa. Quello che prevale è la fedeltà al pregiudizio: se la chiesa lo conferma - come è il caso dell'odio nei confronti delle persone omosessuali -, allora va bene seguirne i dettami; se invece non lo conferma - come avviene in quest'ultimo caso di discriminazione verso i minori rom -, allora questi cattolicanti opportunisti dimostreranno di sapersi opporre anche alla chiesa. Senza che si sollevi nessuno scandalo, senza che nessuno urli al "laicista cattivo" - o, se qualcuno lo fa, basta una scrollatina di spalle e tireranno dritto per la loro strada.




Il problema, in soldoni, non è che siamo cattolici, ma che siamo italiani.
Posted by: galatea72 | 03/07/2008 at 09:45
....o meglio: siamo "italiani" perche siamo cattolici; siamo cattolici perchè siamo "italiani"... certi modi di essere si sostengono vicendevolmente pur perseguendo obiettivi diversi. Un po' come dire che chi è razionalista è ateo e viceversa.
Posted by: hyxcube | 03/07/2008 at 14:32
sarebbe bello se tu potessi mettere un "a capo" ogni tanto, diciamo perfino un capoverso. Aiuterebbe noi ciechi a leggerti di più.
Posted by: Zetavu | 04/07/2008 at 10:29
C'è anche da dire che non è che il Vaticano si sbatta più di tanto per rom, immigrati ecc. Famiglia cristiana ha fatto l'editoriale, c'è stata qualche dichiarazione, ma nulla di paragonabile a quanto viene messo in campo ogni volta si parla di famiglia, fecondazione, scelte di fine vita ecc. ecc. In questi ultimi casi, l'isteria clericale tocca vertici ineguagliati!
Detto questo, il circolo vizioso pregiudizio-ossequio all'autorità c'è sicuramente.
Posted by: Thomas Bernhard | 04/07/2008 at 12:58