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21/12/2007

Sarkozy il tombeur de femmes e le radici cristiane della Francia

Tra le notizie che allietano il nostro Natale - e, soprattutto, quello dei francesi - c'è il romanzo rosa tra Nicolas Sarkozy e la modella-cantante italofrancese Carla Bruni. Al popolo piacciono gli idilli dei potenti e i giornalisti ci sguazzano: niente di nuovo, da questo punto di vista. Con una punta di acidità potrei commentare che, una volta tanto, mi piacerebbe leggere di un uomo di potere che s'innamora di una più vecchia di lui, magari non esattamente strafiga e famosa. La vera notizia sarebbe che Sarkozy s'innamorasse di una cassiera di Monoprix, sfigata e bruttarella (almeno quanto lui), ma ovviamente chiedo troppo. Mi piace anche che nessuno abbia invocato un po' di discrezione: in fin dei conti, queste cose sono faccende private, e a noi perché dovrebbe interessare quello che fa un personaggio pubblico quando è sotto le lenzuola, o sapere in quale chiccherina ama intingere il suo biscottino? Va bene essere eterosessuali: per carità, io non ho pregiudizi, ma niente ostentazioni, niente esibizionismo, no? In ogni caso, visto che finora non ci sono stati risparmiati i dettagli, la vita sentimentale di Sarkozy è piuttosto tormentata. Sposato nel 1982 con Marie-Dominique Culioli, dalla quale ha due figli (che sono di gran lunga la cosa migliore che abbia fatto in vita sua) e dalla quale successivamente divorzia. Nel 1984 - quando era ancora sposato, immagino - conosce Cécilia Ciganer-Albéniz. La conosce in una circostanza divertente: lui è il sindaco di Neuilly-sur-Seine, cittadina chic alle porte di Parigi, e celebra il matrimonio tra lei e il presentatore televisivo Jacques Martin. State attenti, insomma, a chi vi sposa. Cécilia divorzia da Jacques Martin nel 1989 e nel 1996 sposa Sarkozy. Hanno un figlio nel 1997, ma immagino che tra il 1984 e il 1996 abbiano vissuto more uxorio. Da Cécilia si è separato pochissimo tempo fa e ora sono in corso le pratiche per il loro divorzio. In buona sostanza, "Sarko" è un poligamo seriale ed è passato da una donna l'altra, praticamente senza soluzione di continuità, vivendo diverse situazioni affettive: matrimonio, convivenza, matrimonio dopo un divorzio, separazione e ora, per l'appunto, la nuova storia con Carla Bruni.

Con questo curriculum non si direbbe che Nicolas Sarkozy possa essere un modello di buon cattolico. Non lo dico io: per me chiunque può essere una persona degnissima e dare via il culo tutte le sere. Quello che conta sono le virtù civili, soprattutto per un amministratore della cosa pubblica. Lo dice la chiesa cattolica, per cui il matrimonio è un "sacramento" e non un contratto. L'uomo non può sciogliere ciò che Iddio ha unito - o mi sbaglio? Qualche tempo fa non avevano persino suggerito di non dare la comunione ai divorziati? A me non importa nulla, ovviamente, e sono liberissimi di dar da mangiare le loro ostie a chi meglio credono. Mi colpisce però che questo Sarkozy - che, con la sua storia, dovrebbe essere il demonio incarnato e un pericolo ambulante per l'indissolubilità e la santità della famiglia tradizionale che sta tanto a cuore alle gerarchie vaticane - sia stato ricevuto con tutti i fasti da Ratzinger. Come se non bastasse, il presidente francese si è affrettato a buttare a mare la laicità che è il fondamento della repubblica francese, una delle cose di cui i nostri "cugini" possono andare davvero fieri. Leggo l'articolo di Marco Politi su Repubblica e mi si accappona la pelle. Sarkozy esalta le radici cristiane della Francia, definisce un "crimine" l'oblio dell'eredità cristiana del Continente e parla di "laicità matura positiva", che è quella che non degenera nel laicismo il quale "sfocia nel fanatismo". Insomma, Sarkozy va da Ratzinger e diventa un Marcello Pera qualunque (non è abbastanza grasso per diventare un Giuliano Ferrara, ahimè). Parla di una "tendenza naturale dell'uomo a cercare la trascendenza". Ammettendo pure, per amore di speculazione teorica, che sia vero - che esista cioè questa tendenza naturale dell'uomo a compiere il famoso "salto" kierkegaardiano -, non ne consegue affatto però che la risposta offerta dal cristianesimo (in generale) e dal cattolicesimo (in particolare) sia quella valida. Questa tentazione di "trascendere", insomma, non è un lasciapassare per Ratzinger, per il vaticano e per la chiesa cattolica: non ne giustifica né l'esistenza, né il potere che ha. In un certo senso - a ben analizzarla - l'affermazione di Sarkozy, se si vuole essere onesti, è inservibile da questo punto di vista. A meno che, per l'appunto, non si voglia essere disonesti, allora qualsiasi cosa va bene se può puntellare, anche minimamente, le rivendicazioni di potere temporale da parte di un'entità, la Chiesa, che basa questa pretesa su miti e affermazioni indimostrate e indimostrabili.

Perché, quindi, Ratzinger ha accettato con tanta solerzia questa vigorosa slinguazzata da parte di Sarkozy? Perché non l'ha duramente redarguito per il suo stile di vita peccaminoso, di pessimo esempio per i "buoni cristiani" e così dannoso per la salute della famiglia tradizionalmente intesa (che, ci dicono, è alla base di ogni società)? E perché Sarkozy è andato da Ratzinger a recitare la parte del leader neo-con (da leggersi alla francese, anche per quanto riguarda il significato)? La risposta, credo, è molto banale: si è trattato dell'incontro di due uomini di potere che pensano - a torto o a ragione, non so - di trarre qualche vantaggio dal reciproco sostegno. La chiesa cattolica, in quanto struttura di potere, può finalmente insinuarsi nello stato francese e cominciare a minare le istituzioni laiche e repubblicane, come ha dimostrato di saper fare in Italia. Del resto il vaticano sarebbe persino capace di sostenere dei nazisti, se sapesse di trarne dei vantaggi. Nessuna sorpresa nemmeno da Sarkozy, che ha dato ancora una volta conferma di essere quello che è: un pescecane, un personaggio abbastanza squallido, un uomo essenzialmente interessato al potere per il potere. Del resto, non è stato lui il primo a correre a congratularsi con Putin non appena quest'ultimo ha "vinto" le elezioni presidenziali in Russia? "Amo parlare di temi spirituali con uomini di grande fede" ha dichiarato Sarkozy - ma a me, più che di "temi spirituali", pare che qui si tratti di temi dalla portata e dagli effetti molto concreti e molto terreni.

Comments

Di Sarkozy non ne so molto, mi limito a pensare che altri presidenti francesi, eccetto Pompidou e Mitterand, sono andati a prendersi quel titolo di protocanonico (verrebbe da farci delle battute sopra) della chiesa cattolica ma poi la loro laicità se la sono tenuta stretta. Non so con quel discorso di 'rupture' dove andrà a parare, difficile però che riesca a spingersi sui livelli italiani.
La chiesa invece non è che riserbi molte sorprese: quei richiami diretti al rispetto della sua morale, come scrivi nel post, non è mai stata abituata a farli per contesti come quello francese. Sa che là non avrebbe successo a fare così. Mica che ci rinunci, ha solo intrapreso una strada più lunga.
In genere i suoi strali diretti e ficcanti li riserba a situazioni già più use ed educate al silenzio; toh, una a caso, l'Italia.
Quanti consigli buoni e utili si stanno perdendo oltralpe. Non sarà che Sarkozy stia interpretando, col suo discorso fatto a Roma, la doverosa invidia che i cugini francesi hanno nei nostri confronti? Non è da tutti vedersi quotidianamente sommergere da consigli su cosa e come ci si deve comportare dal momento in cui si è concepiti al momento in cui saremo sulle sponde dello Stige.
Ingrato che sono di questa fortuna ;-)

Ma io sinceramente la storia che i francesi siano invidiosi di noi, non riesco a concepirla,per come siamo messi oggi in Italia!
Potrei capire solo nel caso di uno che va a Parigi e torna in italia,che provi un senso d'invidia nei loro confronti...
sul fatto di "sarkò" concordo con quello che dici..ma credo che la Francia non arrivi ai nostri livelli da medioevo, per quanto riguarda l'influenza da parte della chiesa verso lo stato...(basti pensare ai pacs,che lo stesso sarkò non ha eliminato)...

Il papa...va beh si sa che la chiesa è CLASSISTA,e lo è sempre stata...cioè che perdona e chiude 300 occhi davanti a personaggi ricchi e potenti,mentre i poveracci chissà come mai si devono pentire dei loro peccati.

Posso rimangiarmi la mia decisione di non commentare più?

Mi scappa il commmento.

;)

Lasciati andare :-)

Per quanto riguarda la primissima parte del tuo post, ti rimando al link della scheda di un film del 1989 che mi ha divertita da matti:
http://www.mymovies.it/recensioni/?id=21177

Se mai ti capitasse l'occasione ti consiglio di vederlo perché ne vale la pena.

Sulla parte restante devo dire di essere seriamente preoccupata. Mi aspetto roghi a breve. Sono indecisa se mi bruceranno come strega o come eretica. Sicuramente come donna...

No, dicevo: sono molto d'accordo.

Però mi pare di ricordare che qualche mese fa su sarcosì/non la pensavi così (che poeta eh?).

Quello che mi chiedo è: non è che magari il tuo giudizio sui politici dipende eccessivamente dal loro atteggiamento nei confronti della chiesa cattolica?

Ti rinfresco la memoria: avevo detto che, dovendo scegliere tra Royal e Sarkozy, quest'ultimo mi sembrava un filo meglio: d'altronde non ci voleva molto per essere meglio della Royal - perché, outsider per outsider... Va detto che, allora, non c'erano ancora stati certi exploit di Sarkozy, come i complimenti immediati a Putin; l'aumento - seduta stante e senza tanti complimenti - del suo stipendio; l'incazzatura (oh, come Berlusconi) in televisione con sua immediato abbandono della poltrona alle domande scomode della giornalista; la farsa di Cécilia che "libera" - con un colpo di mano? - le infermiere bulgare in Libia etc. etc.
Sulla questione religioni etc. avevo già, anche prima, scritto qualcosa in cui parlavo di Sarkozy e la sua tentazione di riportare in qualche modo la religione in ambito pubblico (non saprei dire quando, ma molto prima delle elezioni...)

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