Com'era quella storia dell'Islam che non tollerava le vignette danesi che urtavano la sensibilità dei credenti musulmani? E com'era quell'altra storia del ministro leghista che andava in televisione per far vedere la maglietta su cui erano riprodotte quelle stesse vignette e per difendere, a suo dire, la libertà d'espressione che distingue l'Occidente dalle teocrazie? No, perché quelle vicende sarebbero da ricordare in questi giorni in cui, a Milano, si continua a rimandare l'apertura della mostra Arte e Omosessualità. Da Von Gloeden a Pierre et Gilles, che sarebbe dovuta partire l'altro ieri a Palazzo della Ragione. C'era una scultura di Paolo Schmidlin che raffigurava una trans vecchia e grassa, vagamente somigliante a Ratzinger (ma in meglio, suppongo): cassata, perché va bene l'arte, però qui si superava un limite, non era di buon gusto, si offendeva la sensibilità dei credenti. A quanto sembra, la scultura se l'è comprata Sgarbi, che così l'ha anche tolta di mezzo. Poi c'era una foto con Sircana che si ferma sul ciglio della strada per abbordare una trans - pardon, per farci quattro chiacchiere -, solo che la trans aveva il volto di Cristo (no, perché qualcuno conosce il vero volto di Cristo?) e quindi anche lì si superavano i limiti del buon gusto, della sensibilità, della liceità dell'arte e di ciò che è possibile rappresentare e ciò che invece no. Perché in fin dei conti c'è una censura buona e una censura cattiva: quella esercitata dal potere in carica in quel momento lì è, guarda caso, sempre quella buona e giusta: quando si dicono le coincidenze e i colpi di culo! E quindi, meglio eliminare anche quella. Alla fine i censori si assomigliano tutti e appartengono tutti alla stessa famiglia: riescono sempre a santificare le motivazioni con le quali, secondo loro, certe cose non vanno mostrate al popolo. Per il suo bene, ovviamente. Quando il potere - soprattutto quello piccolo e meschino degli amministratori comunali - imparerà a fregarsene sarà sempre troppo tardi: persino negli assessori comunali più insignificanti abita un ibrido tra Stalin e Khomeini, pronto a manifestarsi quando se ne propone l'occasione. E, in Italia, l'occasione è sempre buona quando si parla di religione o di omosessualità. Se poi le due cose si combinano, allora i nostri pasdaran ci vanno a nozze.
Tutto bene, dunque? La mostra può inaugurarsi? No, nient'affatto: oggi apprendo che nonostante le epurazioni, la mostra non parte e non si sa nemmeno se partirà sabato. Quella stronza ciellina che ci ritroviamo come sindaco a Milano ha deciso di frenare: prima deve parlarne in giunta. Certo, prima bisogna avere l'imprimatur della Santa Inquisizione e il benestare del Consiglio Supremo dei Soviet, poi, forse, il popolo bue potrà giudicare da sé. Perché nel frattempo si è aggiunta una terza pietra dello scandalo - segnalata dal forzitaliota Maurizio Lupi -: si tratta di una Pietà lesbica. Ovviamente, anche questa supera i limiti di quello che è ammissibile nell'arte, urta la sensibilità religiosa dei cittadini e, probabilmente - suggerisco io -, tanto varrebbe rimuoverla. Togli questo, togli quell'altro, andrà a finire che non resterà più niente: immagino che ogni singolo pezzo esposto urterà qualche sensibilità. Ma probabilmente qualcuno è semplicemente urtato dal fatto che esista l'omosessualità e che esistano gli omosessuali: be', ci scusi, gli faremo il favore di suicidarci in massa. Ma dopo di lui, naturalmente. Inutile specificare che, tra questi amministratori, mai nessuno è urtato e scandalizzato per quello che dovrebbe davvero urtare e scandalizzare una coscienza civile: per esempio le scandalose consulenze, volute dal sindaco e pagate centinaia di migliaia di euro, giusto per foraggiare amici e amici degli amici, alla faccia della proclamata "efficienza" (al riguardo si leggano i primi capitoli dell'ottima inchiesta Milano da morire di Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa). Com'era quell'altra storia per cui prima viene la libertà economica e poi seguono a ruota tutte le altre libertà? Io ho l'impressione che quest'amministrazione comunale, di infima caratura, non tuteli né l'una né l'altra, ma gestisca la città come un banale comitato d'affari (privati) e tenga buoni i cittadini facendogli la morale su quello che dovrebbe offenderli.




Che tristezza...
Ricordo che quando sono stata al MiArt l'aprile scorso in uno stand c'era un quadro stile fumetto/caricatura con primo piano di Ratzinger che si puntava una pistola alla testa. Indovina dove lo tenevano? semi-nascosto nello sgabuzzino sul retro dello stand, ovvio, non in bella mostra sulle pareti. Se no si offendono ecc. ecc. O forse c'è un'altra spiegazione e semplicemente non c'era più posto per esibirlo, eh, non so.
Posted by: monica | 12/07/2007 at 11:09
...Parigi 1863: "in seguito alle proteste per le numerose opere rifiutate quell'anno Napoleone III organizzò il Salon des Refusés"...
manie di grandezza ce le hanno anche in giunta, nella provincialissima Milano, quindi...
Posted by: d. | 13/07/2007 at 09:54
Standing ovation. Ora disegno una maglietta con la statua, scrivo a Sgarbi per il permesso e la spedisco a Calderoli...
PS: per chi avesse la curiosità di vedere com'era la statua, ci dovrebbero essere delle foto qui:
http://www.splinder.com/mediablog/tabagista1986/media/13035322
Posted by: Shelidon | 13/07/2007 at 10:15