"... la morale oggettiva e naturale: meglio non dare via il buco del culo. Soprattutto, meglio non darlo via se si è maschi. Contrario alla morale oggettiva e naturale è darlo via, soprattutto se si è maschi. Siamo libertari sì, ma - suvvia - dare via il buco del culo no, no, è proprio contro natura. Ovviamente, siccome siamo libertari - e, si badi bene, non fighette meramente liberali -, non abbiamo nulla in contrario se qualcuno dà via il suo buco del culo. "A ciascuno il buco del culo che si merita" potrebbe essere il nostro motto, come sosteneva anche Rothbard, ma oggettivamente e naturalmente non si può non affermare che c'è una morale oggettiva e naturale per la quale non sta bene dare via il buco del culo. Del resto, "Cazzo in culo non fa figli, ma fa brodo per conigli", come diceva anche Hayek. Infatti noi siamo libertari ma non nichilisti. Se dicessimo che è bello e giusto dare via il buco del culo saremmo nichilisti e contravverremmo a una legge della morale fondata sulla vera natura. Però, mai e poi mai faremmo qualcosa per impedire che qualcuno dia via il suo buco del culo - però, per favore, adesso tu toglimi quella mano da una chiappa. Si badi bene: non siamo come i clericali, i fascisti e quella teppa lì, che vorrebbe fare delle leggi per impedire di dare via il buco del culo. Ci mancherebbe: però mica possiamo dire che è giusto, perché noi non siamo nichilisti, non siamo libertini, soprattutto non siamo libertini nichilisti, ma libertari e, quindi, conservatori culturali, ecco, sì, conservatori culturali. Logico, no? Perché sì, i veri libertari sono conservatori culturali. Che però non danno via il buco del culo, non se lo fanno riempire, perché sì, rispettano la libertà altrui di dare via il buco del culo, però noi no, se no è nichilismo..." (Si ripeta ad libitum)
Spero di non avere tradito troppo l'essenza del pensiero libertario a proposito dell'omosessualità, per come si evince da alcuni commenti che solcano, come un torrente, questo post: liberista, liberale, libertario. Ma non libertino, perché "va bene Rothbard, va bene Hayek, va bene Friedman, ma - cristo! - De Sade no! (Ehi, tu, smettila di toccarmi il culo! Magari potrebbe anche piacermi, ecchecc...!)".
[Prolusione a un post più "serio" sul matrimonio, gay e no.]




Mi sento chiamato in causa, ma non so perchè. In tutti i casi la satira libertaria me la prendo con gioia (ma solo quella per carità, non vorrei che a furia di prendere di qua e di là...)
Posted by: Jinzo | 21/11/2006 at 14:21
Eh?
Fischietto, guardo il soffitto e faccio lo gnorri ;)
Posted by: stefano | 21/11/2006 at 16:27
Una nota sul pensiero libertarian.
Il diritto naturale libertarian (a me non piace usare il termine, per evitare di far rivoltare Hume nella tomba) riguarda il diritto, non la morale.
Quindi un libertarian direbbe: è naturale che il mio buco del culo sia mio, il tuo buco del culo è tuo, eccetera...
Non esiste nel pensiero libertarian una morale naturale (del tipo "farsi troppe seghe è male"), perchè il libertarismo è una dottrina politica, e non si occupa di comportamenti individuali fintantochè non sono aggressivi.
Sul piano giuridico, tutti i libertari dovrebbero essere favorevoli alla proprietà privata del buco del culo.
Sul piano etico, non me ne frega nulla di quello che fanno gli altri, ma reputo che la "normalità" sia scopare con una persona dell'altro sesso.
Sul piano personale, sono favorevole ai rapporti anali etero.
Posted by: libertyfirst | 23/11/2006 at 16:00
Definisci normalità. Anzi, "normalità" (con le virgolette). E' proprio questo concetto che non dovrebbe nemmeno esistere - a meno che non lo si tratti da un punto di vista meramente statistico.
Ma ci torno sopra.
Posted by: stefano | 23/11/2006 at 17:58
Che intendi per "non dovrebbe esistere", che se uno ha una convinzione deve essere costretto a rigettarla?
Finchè i convincimenti etici sono slegati dalla coercizione, sono innocui. E' quando si armano che diventano illiberali.
E' illiberale imporre per legge il bene, andando oltre i diritti negativi dell'individuo. Non è illiberale avere un'opinione "disarmata" sul bene.
Esempio: credo che risparmiare sia meglio di consumare tutto; credo che le formiche siano migliori delle cicale. Finchè mi limito a biasimare la prodigalità, non faccio nulla di illiberale. Se dico "è normale che la gente risparmi", non esco dal seminato del librealismo.
Ma se un giorno vado al governo e impongo tassi di risparmio del 33% del reddito a tutti i cittadini, allora sto cozzando contro i principi del liberalismo, perchè sto usando la coercizione per imporre alle cicale un comportamento da formiche.
Posted by: libertyfirst | 24/11/2006 at 13:03
"non dovrebbe esistere" per legge, ovvio. le opinioni sono libere.
comunque ho già risposto altrove.
Sta di fatto che non hai definito "normalità".
Posted by: stefano | 24/11/2006 at 13:05
La distinzione in questione è di fondamentale importanza per il liberalismo.
Il tentativo di eliminare il concetto di "diritti naturali" dalla teorizzazione liberale ha indotto, nel XX secolo, molti pensatori a sostituire qualcos'altro a questi principi.
In genere, quel "qualcos'altro" si chiama tolleranza, relativismo, politeismo dei valori dialogo...
Questi palliativi dei diritti naturali hanno reso il liberalismo intellettualmente patetico.
Posted by: libertyfirst | 24/11/2006 at 13:06
Già risposto... o cavolo...
"Normalità": il comportamento che preferisco avere, e che se tutti avessero non si avrebbero tanti problemi...
"E' normale impegnarsi ad educare i figli"
"E' normale non correre rischi inutili"
"E' normale non fottersi la testa di eroina"
"E' normale tenere un fondo di risparmi per il futuro"
...
Posted by: libertyfirst | 24/11/2006 at 13:08
Non hai definito niente. Hai risposto con una tautologia. Che cosa significa "normale"? Se è solo per dirmi: "se tutti facessero così, non ci sarebbero problemi", a me più che una definizione di "normale" mi pare una definizione di "autoritario".
Il "diritto naturale" non è "naturale", ma è una costruzione culturale e storica. Non vedo come possa essere "fondamento" di posizioni che sono comunque soggettive, come le tue o quelle dei cosiddetti conservatori culturali.
Una volta avevo replicato a Jinzo che Thatcher, che voi adorate - mi pare -, non era affatto liberale in ambito sociale. Lui aveva replicato che lei era una "conservatrice culturale". Be', Thatcher era dimostrazione che questo "conservatorismo culturale" si è tradotto - nella fattispecie riguardo all'omosessualità - in leggi repressive. Penso alla Clause 28. E' questa la libertà che intendete? Be', non è meglio di quella dei comunisti.
Posted by: stefano | 24/11/2006 at 13:19
Eh no... sarebbe autoritario IMPORRE con la forza un proprio concetto di normalità... finchè ho un'opinione "disarmata" (cioè non imposta coercitivamente), non solo non esco dal seminato liberale, ma sarebbe illiberale costringermi a non averne.
Il diritto naturale, come dicevo nel primo commento, non mi convince. Arbitrarietà per arbitrarietà, però, preferisco un ordine sociale in cui ognuno è libero di fare ogni cosa che non sia aggressione contro la vita, la libertà e la proprietà altrui.
La Thatcher era una bigotta politica, non una conservatrice culturale, se ha fatto leggi repressive. Che diceva il clause 28?
Il mito del Reagan liberale è una costruzione basata sul nulla, la Thatcher è stata probabilmente migliore in economia. Ma non ho mai sentito parlar bene di lei nell'ambtio delle libertà personali... io da me ho appena cominciato una serie di post "etici". Primo: suicidarsi è un diritto; Secondo: drogarsi è un diritto... e gli altri sono simili... decisamente meglio della Thatcher...
Posted by: libertyfirst | 24/11/2006 at 14:20