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28/06/2005

Comments

liseuse

Ei! Ho letto solo il primo pezzo e sono dovuta subito piombare qui sotto, ma come, ma cosa dici? :( Lo sapevo che prima poi mi avresti fatto fuori, pensavo per altri motivi, ma non così, è ignominoso, me, che le grazie non le usavo manco quando le avevo, e ora che ne sono dispensata è davvero l'ultimo dei miei crucci.

Ora torno a leggere il resto.

liseuse

Circa il secondo pezzo, per quel che vale lo sguardo esterno di una che conosce solo un blog e non una persona a tutto tondo (sì, come no, come se conoscerti di persona volesse dire conoscerti, buona questa), la mia impressione è che tu sei tutt'altro che freddo. A me pare anzi che straripi di rabbia.

stefano

Uhm... Non ho capito il primo commento... Ah no, forse ho capito. Le donne linkate le tengo comunque, in una specie di gineceo protetto - sono solo i maschi che ripagherò della stessa moneta con cui loro valutano le donne ;-)

Io straripo di rabbia? Ohibò. Al massimo di "ira". E in questo blog, liseuse, ti assicuro che l'ira è la cosa più fredda e calcolata che c'è. Di caldo c'è altro: la frustrazione, il dolore, l'indignazione, l'amore sempre negato (e intendo anche l'amore civile, pubblico, non solo quello privato). Ecco, forse li ho controllati e imbrigliati così bene che ti sembra "caldo" quello che, al massimo, è tiepido!

tato

ok, ammettiamo che il maschio (medio) italico approcci (brrr: orrendo eh?) la donna con la sola intenzione di chiavarla, scavalcando così etc tec.....: ma scusa, alla donna, chi la obbliga a starci?
E le vendette delle donne, lasciale a loro, no?
Posso immaginare che tu abbia già le tue a cui pensare.
Circa il secondo punto, beh lo trovo decisamente interessante: io, ad esempio, non riesco proprio ad immaginarmi pensato dalla mente di un altra persona, esistere nella testa di un altro.

tato

PS: mi è piaciuto molto "Dimenticherò...." solo che io l'oblio me lo aspetto come un dono, in riparazione per una memoria che non (mi) perdona nulla.

stefano

Infatti, nel caso specifico la donna in questione deve essersi incazzata parecchio e sa difendersi da sola. A me interessava la riflessione di carattere generale. Non mi pare giusto dire: "ho già le mie, perché impicciarmi?". A volte certe riflessioni mi si impongono da sole.

Anch'io mi aspetto l'oblio come un dono. Ma, per ora, non riesco a dimenticare nulla, purtroppo.

liseuse

Arse
D'ira e di rabbia immoderata immensa

Il Devoto-oli mi ha regalato il verso del Tasso, ma non mi ha illuminato sulla differenza tra ira e rabbia.
Neanche l'etimologia pare aiutare.
Il De Mauro dice:

RABBIA
2a FO fig., irritazione violenta provocata da gravi contrarietà, forti delusioni, che spesso si manifesta con reazioni incontrollate

IRA
1a AU stato di violenta irritazione che tende a manifestarsi con parole di sdegno e gesti di collera aggressiva, indignazione e sim.:
1b TS teol., uno dei sette peccati capitali che consiste in un violento e smodato desiderio di vendetta


Ho usato spontaneamente la parola rabbia, perché la sento più viscerale e devastante. Forse sono io che, avendone in quantità non picciole, tendo a vederla anche dove non ce n'è.
Mi dirai tu come intendi la differenza tra rabbia e ira. Perché per me "la frustrazione, il dolore, l'indignazione, l'amore sempre negato" (Zitat Ende) producono rabbia. Che forse si esprime in ben calibrata ira verbale.

liseuse

PS
ovviamente la mia difesa era scherzosa, come la tua era una provocazione (e io parlavo dell'estromissione del linkaggio, come hai colto!). Sottolineo che non era, purtroppo, una difesa di categoria, perché sono davvero abbattuta di mio, essendo arrivata alle medesime conclusioni circa le donne.

stefano

Perbacco, mi vuoi dare una bastonata filologica :)
La mia era una sensazione *di pelle*. E' esatto, anch'io intendevo la rabbia come un'emozione viscerale, mentre nell'ira vedo qualcosa di più articolato, di più studiato. Qualcosa, quindi, che posso anche mantenere "a freddo"...

stupidboy

c'e' stato un periodo durante il quale, "quasi senza rendermene conto", nella mia testolina suddividevo gli uomini in 2 categorie: i possibili "spasimanti" (dall'appena scopabile a salire) e i bruttini.
della seconda facevan parte gli amici.

col tempo sono cambiato:
ora frequento come amici diversi uomini della prima categoria con i quali il sesso e' divenuto noioso o, una volta sperimentato, s'e' rivelato deludente.

...ehm... ;-)

tato

beh, una sorta di riciclaggio, così non si spreca niente...
Mannò, della categoria degli amici fanno parte quelli che lo meritano (direi che mi meritano!) sex o avvenenza a parte.

Endimione

Anche il Garzanti non aiuta a distinguere (se c'è una differenza) tra rabbia e ira:

rabbia
violenta irritazione provocata da gravi contrarietà, che dà luogo a reazioni incontrollate; ira, collera

ira
stato emotivo di intensa irritazione, caratterizzato da impulsi e reazioni di collera, sdegno, indignazione

Anche lo Zingarelli fa qualcosa di simile. In generale i vari dizionari fanno un po' casino tra lo stato emotivo e le reazioni che ne seguono; in effetti sembra difficile parlare di ira o rabbia prescindendo dalla loro manifestazione esteriore (si può dire di uno che rimane esteriormente impassibile a qualcosa che l'ha contrariato che è preso dall'ira?). Quindi al concetto stesso è associata l'idea della loro natura in parte incontrollabile che porta a reazioni irrefrenabili. Nulla di freddo su entrambi i fronti, dunque.

benjamino

molto molto busiano, oggi :-)

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