"Chi vive intensamente, desimbolizza intensamente" (Aldo Busi, Sodomie in corpo 11) - "Le persone sazie e soddisfatte non scrivono e non leggono" (Christa Wolf, lettere a Brigitte Reimann)
"Era il gioco dei surrealisti: ci si metteva in cinque intorno a un tavolo e il primo scriveva un nome (il soggetto della frase) su un foglio di carta, che poi piegava in modo da nascondere al suo vicino quello che aveva scritto, quest’ultimo scriveva un verbo e faceva la stessa cosa… e via via facevano gli altri, aggiungendo elementi sintattici plausibili senza però sapere che cosa vi fosse prima nella frase già creata. E uno dei primi risultati del gioco fu questa frase:
Le cadavre exquis boira le vin nouveau.
Non è una bella metafora della nostra vita? Non sappiamo che cosa ci sarà dopo, di quello che c’è stato prima abbiamo solo vaghi ricordi (ingannevoli come tutti i ricordi) o vestigia che sono solo un riflesso materiale della nostra vita trascorsa (ma non sono la nostra vita), e alla fine tutto si riduce a una accozzaglia di frammenti senza senso."
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Questa era la presentazione del blog che avevo scritto quando l'avevo aperto, anni fa, su un'altra piattaforma e che, trasferendomi su Typepad, ho riportato in questa pagina. Ma dietro a un "cadavere squisito" - e solo con il senno di poi mi sono accorto che questo nickname aveva qualcosa di macabro e morboso, come se l'autore si considerasse sì delizioso, ma in putrefazione - c'è una persona in carne e ossa, così reale da non essersi mai sottratta quando qualcuno ha voluto conoscerla dal vivo. Mi chiamo Stefano Beretta e sono nato nella poco ridente provincia di Varese il giorno prima che a Milano, in Piazza Fontana, esplodesse la famigerata bomba. Tralascio gli eventi minori e infausti della mia poco memorabile infanzia e adolescenza. Mi sono laureato in lingua e letteratura tedesca all'Università Statale di Milano nel lontano 1995, ho soggiornato parecchie volte in Germania - un semestre a Berlino e un anno a Dortmund -, non unicamente per studio. Abito a Milano dal 1997, sono gay - e lo sono orgogliosamente, anche se non sempre felicemente, soprattutto a causa degli imbecilli che infestano questo paese -, ma sono single da circa tre anni, nonostante un paio di maldestri tentativi negli ultimi due anni, dopo una relazione durata oltre cinque anni (l'unica importante della mia vita). Lavoro stabilmente in un giornale, ma non sono giornalista. Accanto a questa professione, ho bazzicato in modo sporadico il mondo editoriale, fornendo per anni consulenze su testi in lingua straniera, e mi diletto - se così si può dire - a tradurre. Fino a oggi ho pubblicato una ventina di libri tradotti dall'inglese, dal tedesco e dall'olandese. Per tutto ciò che riguarda il resto della mia esistenza, è sufficiente leggere quello che ho scritto in questi anni di blog.